Cattedrale di S. Anastasia
Italia - Calabria - KR - Santa Severina
 
Tipologia
Bene Architettonico
 
Descrizione
La Concattedrale di Santa Anastasia, eretta sulle rovine di una precedente struttura, fu edificata per volere dal vescovo Ruggiero di Stefanunzia tra il 1274 e il 1295. La chiesa presenta un impianto basilicale a croce latina con cupola che rievoca la pianta dell'ex Cattedrale dedicata al culto dell'Addolorata. La facciata, rifatta nel XVIII secolo, è scandita da due ordini sovrapposti caratterizzati da lesene, archi ciechi, nicchie e tre splendidi portali in pietra sormontati da stemmi vescovili. La porta principale, contraddistinta da un arco ogivale e unica superstite della struttura originaria, è sovrastata da un timpano spezzato sostenuto da paraste scanalate; quest'ultime culminano in capitelli compositi che affiancano angeli e teste di putti che incorniciano l'epigrafe "BRACHIO SANCTO SUO DEFENDET", in memoria dello scampato pericolo del bradisismo avvenuto nel 1638. L'interno, a tre navate, presenta un soffitto a lacunari con dipinto centrale e affreschi laterali con scene del Vecchio e Nuovo testamento realizzati nel 1905-1907. Il presbiterio custodisce sulla destra un ambone marmoreo, voluto dal vescovo Caffarelli; sulla sinistra, invece, si erge il ligneo trono vescovile commissionato da Carlo Berlingieri, come si evince dallo stemma, realizzato nel XVIII secolo. Alle spalle dell'altare marmoreo con intarsi policromi è il coro con stalli lignei addossato alle pareti affrescate. Nella navata destra sono presenti tre cappelle dedicate rispettivamente al Crocifisso, a Santa Anastasia e alla Madonna degli Angeli. La cappella del Crocifisso custodisce, all'interno di un altare ligneo barocco decorato con motivi vegetali a rilievo, un crocifisso ligneo di singolare fattura ascrivibile al XV sec. particolarmente venerato dalla popolazione. Dalla cappella dedicata alla Santa Patrona proviene il dipinto che ritrae Santa Anastasìa con i suoi tipici simboli iconografici attribuito all'artista napoletano Fabrizio Santafede. L'opera è oggi custodita nel Museo Diocesano di Arte Sacra, assieme al altri importanti pezzi provenienti dalla Cattedrale, come la singolare statua processionale in argento di Santa Anastasìa (datata 1792), raffigurata con corona, palma e Bibbia; su quest'ultima poggia il modellino della città simbolicamente posta sotto la protezione della Santa. Nella navata sinistra, invece, sono presenti le cappelle del Santissimo e di San Leone, quest'ultima di notevole valore storico-artistico in quanto evocativa dell'omonima Cattedrale soppressa nel 1571. In fondo alla navata, inoltre, è visibile un affresco ascrivibile al XVI secolo in cui appare la Madonna col Bambino tra San Francesco di Paola e un Santo vescovo ritratto con pastorale e mitria adagiata a terra. Discordanti sono le interpretazioni relative a quest'ultimo personaggio; secondo alcuni si può riconoscere la figura di Papa Zaccaria, per altri invece si tratta Gioacchino da Fiore. Alla sinistra della Cattedrale è ubicato il battistero bizantino edificato nel X secolo; di singolare pregio e bellezza per la sua unicità, si presenta a croce greca con pianta circolare impostata su otto colonne di spoglio che sostengono la cupola con tamburo ottagonale e lanternino cieco. Al centro della struttura è collocato il fonte battesimale marmoreo. Sulle pareti sono visibili resti di affreschi ascrivibili al X-XII secolo.
 
 
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