Cattedrale di S. Maria Assunta e S. Dionigi l'Areopagita
Italia - Calabria - KR - Crotone
 
Tipologia
Bene Architettonico
 
Descrizione
La Cattedrale di Crotone, dedicata a Santa Maria Assunta e a San Dionigi l'Areopagita, sorge nel centro storico della città. La duplice dedicazione è dovuta a una serie di avvenimenti storici; la chiesa, infatti, fu consacrata alla Vergine per onorare la presenza dell'immagine miracolosa della Madonna, mentre l'istituzione della diocesi risalirebbe al I sec. d. C., ossia al tempo dell'evangelizzazione di San Dionigi discepolo di San Paolo. La struttura architettonica, nel corso degli anni ha subito una serie di rifacimenti che ne hanno determinato gli attuali lineamenti. La facciata, in stile neoclassico, presenta tre portali ed è scandita da due ordini sovrapposti di lesene con capitelli tuscanici coronati, nella parte superiore, da un timpano curvilineo. La torre campanaria, inglobata nel corpo principale della struttura, si eleva sulla navata destra. Lo stile che presenta oggi la chiesa, dunque, fu elaborato soltanto alla fine del XIX secolo. L'interno è caratterizzato da un impianto basilicale a tre navate, con volta a botte e tribuna d'organo sulla controfacciata. Nella navata centrale, addossato al pilastro dell'ultima campata, si erge sulla destra il pulpito marmoreo commissionato da Giuseppe Cavaliere nel 1893 all'Arch. Farinelli che si occuperà, nel corso degli anni, della realizzazione di diverse opere all'interno della Cattedrale. Nella navata destra, scandita da altari e nicchie, è presente la cappella detta "dell'Epifania". Presenta un pavimento a scacchiera nel quale si inserisce lo stemma dei Berlingeri impreziosito da marmi policromi; sulle pareti sono addossati scanni lignei, quasi una cornice al fonte battesimale, adagiato al centro del sacello; sull'altare è un dipinto raffigurante "L'Adorazione dei Magi". Il fonte, in pietra scolpita, è composto da una vasca concava con modanatura quadrangolare impreziosita da teste di leoni, motivo zoomorfo che si ripete sulla base. In fondo alla navata destra è visibile la sontuosa cappella della Vergine di Capo Colonna ideata dallo stesso Arch. Farinelli. Il sacello custodisce la miracolosa immagine della Madonna e, nello stile e nelle decorazioni, appare totalmente differente dal resto della struttura. Secondo la tradizione l'effigie fu dipinta da San Luca; in realtà si tratterebbe di una tela ascrivibile al XV secolo che nel corso degli anni ha subito diversi rifacimenti. La cappella presenta lungo le pareti decori a stucco rivestiti in oro, ricchi fregi, marmi policromi e affreschi nella cupola a dimostrazione della grande venerazione popolare per la miracolosa immagine. Nella copertura voltata, in particolare, si descrive "l'Incoronazione della Vergine" mentre si riconoscono nei pennacchi le figure bibliche di Gioele, Ruth, Giuditta e Debora che fanno da cornice alla colomba dello Spirito Santo adagiata al centro della cupola. Sulle pareti laterali, inoltre, sono collocate due tele: in una è raffigurato il mancato assedio della città da parte dei turchi nel 1638, scacciati dalla prodigiosa icona crotonese portata in processione dal popolo, mentre nell'altra si ricordano le scorrerie turche e il vano tentativo di bruciare la sacra effigie nel 1519 a Capocolonna. Le due opere furono realizzate rispettivamente dagli artisti De Falco e da Boschetto nel 1904. Il presbiterio, privo di particolari decorazioni, conserva nell'abside il crocifisso realizzato da Giovanni Ranocchi che sovrasta il coro ligneo addossato alle pareti su cui si scorgono le tele di San Dionigi e della Madonna con l'Angelo. Nell'abside sinistro è collocata la cappella del SS. Sacramento mentre nel braccio sinistro del transetto si trova la cappella di San Dionigi dove singolare è la statua del Santo. Secondo l'iconografia, San Dionigi che fu il primo Vescovo della città, è ritratto col pastorale nell'atto in cui sorregge con le mani la testa recisa che chiaramente si vede in sospensione. L'altare marmoreo presenta, inoltre, un paliotto contraddistinto da un tondo a bassorilievo su cui è effigiata la Madonna. Il pavimento con disegno a scacchiera fu donato alla fine del XIX secolo dal benefattore Giuseppe Cavaliere.
 
 
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