Cattedrale di S. Maria Assunta
Italia - Calabria - CS - Cosenza
 
Tipologia
Bene Architettonico
 
Descrizione
La Cattedrale di Cosenza fu edificata lungo l'antica via consolare Popilia e divenne il modello architettonico per numerose chiesa parrocchiali del territorio. Dedicata a Santa Maria Assunta, sorse sulle rovine di una precedente chiesa romanica crollata nel 1184 e subì, nel corso degli anni, diversi rifacimenti che ne comportarono sia modifiche stilistiche che l'ampliamento strutturale, come si evince dai vari restauri effettuati. Attualmente presenta una facciata a salienti in stile gotico-cistercense caratterizzata da tre portali ad arco ogivale sorretto da fasci di colonnine inanellate. Possenti contrafforti aggettanti lascaino supporre l'esistena di un nartece. Il rosone centrale, dopo l'eliminazione delle colonnine a raggiera, ha conservato, dell'originaria versione, solo la struttura esterna con le sottili colonnine inalveolate. L'edificio presenta un impianto basilicale a tre navate con copertura a capriate. L'interno custodisce numerosi reperti venuti alla luce con la rimozione degli stucchi barocchi, come gli affreschi trecenteschi disposti lungo le pareti e i pilastri. Nella navata destra, infatti, oltre ai resti del pavimento mosaicato di epoca medievale, formato da quadrati di marmo incorniciati da tasselli policromi, sono visibili in prossimità del transetto scene del nuovo testamento che ritraggono "l'Angelo Annunziante", "La Vergine Annunziata" e il "Cristo Risorto". Importante è il sarcofago romano ascrivibile al II sec. d. C., scolpito a rilievo con scene di caccia, che secondo la tradizione conterrebbe i resti mortali di Arrigo VII figlio di Federico II. Nella navata opposta si apre la cappella della Madonna del Pilerio dov'è e l'icona, opera probabilmente di ambito meridionale databile al XII secolo, in cui è raffigurata la Madonna che allatta il Bambino. La tradizione narra che nel 1576 la Vergine, invocata dal popolo mediante l'immagine sacra, liberò la cittadina dalla peste e da quell'evento ne divenne la protettrice. La cappella, con stalli lignei addossati alle pareti, presenta una struttura settecentesca con decori a stucco ottocenteschi. Un tempo in questo luogo si custodiva la tela dell'"Immacolata" realizzata dall'artista napoletano di Luca Giordano, oggi custodita dalla Curia; attualmente lungo le pareti laterali sono disposte le tele raffiguranti lo "Sposalizio della Vergine". La cappella attigua è dedicata al SS. Sacramento ed è sede della confraternita dell'Orazione e Morte. Sull'altare campeggia la tela centinata che ritrae la "Madonna delle Grazie tra le anime purganti" mentre l'aula unica è caratterizzata da lunghe file di stalli lignei addossati alle pareti. L'ultima cappella è detta della "Regina" ed è coperta da una volta a crociera, unico brano superstite dell'antica copertura. L'abside conserva il coro ligneo sovrastato da una serie di nicchie ogivali affrescate da Domenico Morelli e Paolo Vetri (1899 Interessante, inoltre, è il monumento funebre di Isabella d'Aragona, rinvenuto durante i restauri tardo ottocenteschi, ascrivibile al XIII secolo; esso esibisce tre sculture, inserite entro archi ogivali traforati, raffiguranti al centro la Madonna col Bambino, e rispettivamente a destra e sinistra della Vergine, Filippo III re di Francia orante e la ReginaIsabella, ritratta con gli occhi chiusi. Il monumento alla Regina Isabella, insieme con l'antico sarcofago di Enrico VII, costituiscon brani scultorei di altissimo rilievo figurativo e testimoniano, come anche i pochi brani dell'antico pavimento musivo, aspetti inetressanti della facies antica della Cattedrale,oggetto di straordinaria attenzione da parte della committenza curiale, come testimoniano le opere di Morelli e Vetri. .
 
 
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