Abbazia Florense
Italia - Calabria - CS - San Giovanni in Fiore
 
Tipologia
Bene Architettonico
 
Descrizione
Il primo cenobio, fatto realizzare dal monaco Gioacchino da Fiore fondator e dell'Ordine Florense, fu edificato nel 1189 in località "Jure Vetere". I n seguito a un incendio scoppiato nel 1214 e alle condizioni climatiche or mai insalubri per i monaci, si decise di riedificare la struttura in un luogo altrettanto ameno che potesse accogliere l'ordine monastico. Nel 1215, grazie all'aiuto di diversi benefattori, iniziarono i lavori che portarono alla costruzione dell'attuale abbazia, nucleo intorno al quale ruota l'intera città di San Giovanni in Fiore. La struttura attuale, alterata da aggiunte nel corso dei secoli, è stata restaurata e rimessa in luce da restauri eseguiti tra il 1921 e il 1931 e successivamente alla fine degli anni Settanta del Novecento. La sobria facciata a capanna presenta un interessante portale in pietra calcarea di Caccuri, datato al 1220 e recante tracce di un incendio del 1779. Il portale costituisce l'ornamento stilisticamente più interessante, con capitelli finemente decorati a palmette e archivolti ornati di foglie di quercia. Originariamente sulla facciata era presente anche un nartece, spazio porticato antistante la chiesa che precedeva l'ingresso al luogo di culto. L'interno è costituito da un'imponente navata unica lineare e priva di decorazione lungo le pareti, con copertura a capriate e con transetto sporgente. L'interno, povero e spoglio, voleva essere sintesi dello stile di vita dei florensi e della loro pratica spirituale coltivata con semplicità a modestia. Nella seconda metà del Settecento la navata fu arricchita da decorazioni a stucco per adeguarla al gusto del barocco provinciale. Tali sovrastrutture barocche furono rimosse nel XX secolo, per riportare l'abbazia al suo originario splendore. Nel presbiterio oggi si conserva un sontuoso altare barocco realizzato dal Maestro Giovanbattista Altomare nel 1740, che culmina con una nicchia, riccamente decorata, in cui è esposta la statua lignea di San Giovanni Battista, patrono della cittadina. Nella parete absidale, che ospita gli stalli lignei del coro ligneo del 1685, si aprono una serie di finestre di diversa forma, polilobate e monofore, che irradiano di suggestiva luce lo spazio interno. Dal presbiterio si accede a due cappelle laterali. A sinistra si trova la cripta, anche quest'ultima priva di decori, che custodisce l'urna con le spoglie mortali dell'abate Gioacchino da Fiore. A destra dell'altare, invece, si accede alla cappella che ospita le tavole del "Liber Figurarum", le opere artistiche di Gioacchino da Fiore. Oggi l'abbazia non è più destinata al culto, ma ospita il museo demologico dell'economia, del lavoro e della storia sociale silana, istituito nel 1984.
 
 
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