Chiesa di S. Domenico
Italia - Calabria - CZ - Taverna
 
Tipologia
Bene Architettonico
 
Descrizione
La chiesa, annessa al grande convento domenicano fondato nel XV secolo, fu trasformata durante la ricostruzione avvenuta tra il 1670 e il 1680 - a seguito del terremoto del 1662 - in forme barocche. Essa presenta un prospetto semplice ed elegante con portale coronato da fastigio a più ordini raccordati da volute, sostenuto da quattro colonne ioniche trabeate, e culminante la statua di San Domenico. L'impianto dell'edificio è ad una navata centrale con navatella sul lato sinistro; qui troviamo in successione cinque cappelle intercomunicanti. Sul lato destro le cappelle sono state ricavate nello spazio dei sottarchi. Il coro quadrangolare comunica con la retrostante sagrestia arredata da mobilio seicentesco. Sul lato sinistro si apre l'oratorio del Rosario, caratterizzato da un soffitto ligneo dipinto, quadrature in stucco sulle pareti e stalli lignei ; in fondo è il monumentale altare ligneo dorato . La copertura della chiesa è costituita, lungo la navata, da un soffitto ligneo dipinto a finto cassettonato che si pone in continuità con il tavolato dell'area presbiteriale, pregevole per gli illusionistici elementi architettonici che ne movimentano e dilatano lo spazio; completa la decorazione dell'edificio un ciclo di affreschi riproducenti, entro cornici a stucco, scene della vita del fondatore San Domenico, opera dei La Rosa di Squillace (1693). Gli undici altari lignei dell' edificio espongono tele di Mattia e Gregorio Preti. Di rilievo l'altare di ius patronato della famiglia Preti, che espone la celebre Predica del Battista con autoritratto del Maestro, per la cui realizzazione Mattia inviò specifici modelli; il modello fu replicato in altri altari lignei calabresi, oltre che nella stessa Taverna. Alcuni degli altari di San Domenico sono sormontati nella cimasa da altri dipinti di formato più piccolo. Numerosi gli arredi lignei seicenteschi che ancora si conservano: il pulpito, alcuni confessionali, il coro e l'organo con la cantoria, ornata da sei pannelli dipinti. Una testimonianza tardo cinquecentesca è data dalla statua marmorea raffigurante la Pietà, opera di G.B. Ortega, proveniente dall'omonimo oratorio distrutto. Il convento, annesso alla parte destra della chiesa, è oggi in parte riadattato a palazzo comunale ed ospita l'importante museo civico.
 
 
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