Concattedrale di S. Maria dell'Isodia
Italia - Calabria - RC - Bova
 
Tipologia
Bene Architettonico
 
Descrizione
Le ipotesi sulle origini della diocesi di Bova sono discordanti. La tradizione le fa risalire al I sec., ma alcuni storici, tra i quali Guarna Logoteta, danno notizia di un vescovo di nome Lorenzo ordinato dal Concilio Romano del 498. Per altri studiosi Bova dovette essere sede vescovile almeno dal VI, mentre altri ancora ritengono che lo divenne dopo il 1156. Certamente nella diocesi si praticò lungamente il rito greco che cedette il posto a quello latino solo ad opera del vescovo Giulio Stavriano (1571-77). La prima Cattedrale della vecchia Diocesi era collocata poco distante dall'attuale posizione. Con l'ampliamento dell'abitato intorno al IX secolo vennero costruite nuove chiese e quella della Presentazione o di S. Maria dell'Isodia, divenne nel XII secolo la nuova Cattedrale. Nel XVI sec. fu ingrandita dal vescovo Megali (1646-56) e, agli inizi del XVIII, il Vescovo Gaudiosi (1699-1714) fece ampliare la chiesa prolungandola verso oriente, inglobando la struttura dell'antica chiesetta del SS. Sacramento. Dopo il grande sisma del 1783 la Cattedrale venne ricostruita dal vescovo del tempo, Mons. Spedaliere (1763-1791) e, ancora dopo il terremoto del 1806, il Vescovo Rozzolino la ricostruì la dotandola degli arredi sacri. I lavori di abbellimento e restauro continuarono, ma alla fine del XIX secolo dovette essere dichiarata inagibile a causa della sua statica, conseguente ai movimenti del terreno sottostante. Il terremoto del 1908 causò ulteriori lesioni finchè venne redatto un nuovo progetto. La chiesa attuale presenta forma basilicale a tre navate suddivise da pilastri a pianta rettangolare. Il prospetto principale è scandito da lesene e si affaccia su un sagrato che in realtà è il solaio dell'antica e sottostante chiesa del Prepiglio. Il portale principale con stipite in pietra tufacea di stile tardo-barocco, è ornato da due colonnine con piccoli capitelli, mensole e pennacchi, sormontato dallo stemma dell'ultimo vescovo di Bova. L'ingresso alla Cappella del SS. Sacramento, sulla fiancata laterale, presenta un portale di pietra decorata, sulla cui architrave è incisa un'iscrizione con la data del 1691. L'interno è a tre navate divise da pilastri che sorreggono quattro arcate per lato. La zona presbiterale è sollevata e raccordata alle navate attraverso una gradinata e presenta un coro di forma allungata. In fondo all'abside centrale è situato l'altare marmoreo; al centro, dentro una nicchia, è posta la statua della Madonna dell'Isodia. La statua scolpita in marmo bianco di Carrara è a tre quarti di busto e poggia su uno scannello di marmo, decorato a bassorilievo con lo stemma della città di Bova e del vescovo dell'epoca, mons. Di Franco. L'opera è attribuita allo scultore Rinaldo Bonanno ( XVIsec) In corrispondenza delle navate minori si aprono le due Cappelle dell'Assunta e del SS.mo Sacramento, chiuse al pubblico dal 1978 a causa di alcune lesioni nella muratura. La Cattedrale è da anni inagibile per i lavori di restauro. Adiacente alla Cattedrale, su uno sperone roccioso è il campanile a pianta quadrata, con la torre campanaria fornita di quattro campane. Il campanone è chiamato anche "campana di marzo" perchè suonava tutti i venerdì di quaresima per ricordare il periodo penitenziale. Un recente scavo archeologico, condotto dalla soprintendenza Archeologica della Calabria, ha riportato alla luce numerose tombe, diversamente databili.
 
 
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