Cattedrale di S. Maria Assunta
Italia - Calabria - RC - Gerace
 
Tipologia
Bene Architettonico
 
Descrizione
La Cattedrale di Gerace, intitolata a Santa Maria Assunta, con tutta probabilità fu edificata alla fine del X secolo su un preesistente edificio bizantino e venne portata a compimento intorno al quarto decennio del XII secolo. L'edificio religioso ha subito diversi rimaneggiamenti nel corso dei secoli per effetto dei numerosi danni subiti a causa dei terremoti, ma nonostante ciò esso conserva l'originale impianto, caratterizzato dalla semplicità del corpo longitudinale contrapposto alla complessa articolazione del presbiterio, che trova i suoi riferimenti nell'area renana, oltre che in ambito cluniacense. La Cattedrale è su due piani: la cripta sotterranea e la chiesa superiore, quest'ultima con transetto absidato ad est ed ingresso principale ad ovest. Esternamente le tre absidi disposte ad oriente, secondo la tradizione bizantina, dovrebbero apparire lievemente graduate, e invece, due appaiono sulla stessa linea, mentre la terza di epoca medievale, è in posizione arretrata, nascosta dal cosiddetto Arco dei Vescovi. L'abside centrale fu riedificata per volere del vescovo Giuseppe Maria Pellicano assieme al portale nel 1829, a seguito dei danni provocati dal terremoto del 1783; quella meridionale, distrutta in epoca sveva, venne ricostruita con la realizzazione della maestosa cappella del Santissimo Sacramento, provocando esternamente l'avanzamento del corpo della fabbrica ed il conseguente allineamento con l'abside centrale. La chiesa è di tipo basilicale, a croce latina e a tre navate, separate da due file di dieci colonne sulle quali insistono ampie arcate a tutto sesto. Le colonne sono diverse tra loro per materia e tecnica, così come i capitelli; si tratta di materiale di spoglio di età imperiale e tardo-antica proveniente dalle rovine dell'antica Locri Epizephiri. Nel transetto destro si possono ammirare il sepolcro marmoreo di Giovanni e Battista Caracciolo, rispettivamente conti di Gerace nel 1392 e nel 1432, commissionato nel 1575 a Domenico Manni, architetto e scultore locale; il monumento funebre di Ottavio Polizzi, realizzato da Lorenzo Calamech intorno al 1599. Dal transetto destro si accede alla cappella del Santissimo Sacramento, costruita per volontà della contessa Caterina Concublet moglie del feudatario Giovanni Caracciolo, VI conte di Gerace e conclusa nei primi decenni del '400. La parete absidale completamente rivestita in tarsie marmoree venne completata nel 1638 dai mastri scalpellini messinesi Jacopo Giueni e Antonio Azzarillo, e dagli scultori geracesi Domenico Lucifero, Domenico Francesco Lucifero e Michele Archinà. La navata centrale è interrotta sulla mezzeria da pilastri, sui quali si fronteggiano a destra il monumento funebre del vescovo Diez De Aux (1689-1729) eretto nel 1730 e a sinistra quello del vescovo Ottaviano Pasqua (1575-1591), eretto nel 1591. Sul pilastro di sinistra, infine, è collocata la lastra tombale del vescovo Atanasio Calceopilo (1461-1497). Lungo la navata sinistra, a destra dell'ingresso laterale, vi è un bassorilievo marmoreo raffigurante l'Incredulità di S. Tommaso, opera di ambito gaginiano della prima metà del '500. L'altare maggiore in marmi policromi, opera di Antonio e Giuseppe Palazzotto da Catania e Antonino Amato da Messina, fu realizzato nel 1731 per volere del vescovo Idelfonso Del Tufo (1730-1748). Sul transetto sinistro è da segnalare la statua lignea della Madonna Immacolata, patrona di Gerace e della Diocesi di Locri-Gerace, scolpita da Noè Marullo intorno alla seconda metà del '900. Il soccorpo della Cattedrale è databile a partire dal VII-VIII secolo, in origine nato come grotta o come oratorio basiliano; ha pianta a croce greca irregolare ed una copertura a crociera poggiante su 26 colonne di spoglio. La cappella della Madonna dell'Itria, rivestita lungo le pareti da scanni realizzati in marmo rosa e nero, con bassorilievi sugli schienali che rappresentano i titoli attribuiti alla Madonna nelle litanie, commissionati dal Vescovo Orazio Mattei (1601-1621), ai marmorari geracesi Giovanni Battista e Giovanni Rommaso Lucifero e Paolo Monascali, i quali completarono i lavori nel 1613. Sull'alzata d'altare è collocata una statua mamorea trecentesca raffigurante la Madonna con Bambino, proveniente dalla località di Prestarona. Qui è stato allestito il museo del Tesoro della Cattedrale nel quale sono esposte pregevoli argenterie sacre, e in particolare si ricordano: una croce reliquario a doppio braccio del XII secolo, un calice in filigrana commissionato nel 1726 dal Vescovo Diez de Aux, una statua dell'Assunta in argento realizzata su commissione del Vescovo Scoppa dall'argentiere napoletano Gaetano Dattilo nel 1772, un ostensorio raggiato della prima metà del XIX secolo commissionato dal vescovo Giuseppe Maria Pellicano, e un busto di Santa Veneranda, in argento, del 1704 recante il punzone dell'argentiere Sebastiano Juvarra.
 
 
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