Cattedrale di S. Nicola di Mira
Italia - Calabria - CS - Lungro
 
Tipologia
Bene Architettonico
 
Descrizione
La Cattedrale di San Nicola di Mira è la principale chiesa dell'Eparchia di Lungro, sede italo-albanese per la Calabria e l'Italia continentale dal 1919. La chiesa, così come si presenta nella struttura attuale, fu costruita nel 1721, dopo che il terremoto della fine del XVII secolo aveva distrutto quella preesistente, anch'essa dedicata a S. Nicola di Mira. La fabbrica, a pianta basilicale a tre navate, con una grande abside e cupola centrale, fu realizzata secondo i canoni dell'edilizia ecclesiastica post-tridentina, ed arricchita da decorazioni baroccheggianti. La struttura della chiesa, con l'ultimazione delle decorazioni, fu terminata intorno al 1829 come attesta l'iscrizione posta sull'arco trionfale. Dei partiti figurativi di cultura latina rimangono oggi solo quelli campiti nel soffitto dove, oltre agli ornamenti a motivi floreali, custodisce cinque pitture attribuite a Luigi De Nicola e datate al 1829; i tre dipinti centrali raffigurano "Il sogno di Costan tino", la "Gloria di San Nicola" e "Giuditta con la testa di Oloferne" . Altre suppelletili di rito e tradizione liturgica latina sono custodite in sacrestia. A partire dal 1921, dopo l'erezione della Eparchia di Lungro, avvenuta nel 1919 da parte del Papa Benedetto XV, la Chiesa di S. Nicola di Mira, elevata a Cattedrale, subì profonde modifiche per essere adattata alle esigenze de l rito bizantino-greco. Fu così che la chiesa venne arricchita di mosaici, icone e affreschi in stile bizantino, in sostituituzione di più antichi dipinti o affreschi. Lungro fu la prima sede dell'eparchia italo-albanese ed è qui che, per volere di Monsignor Giovanni Mele, venne introdotta per la prima volta l'Iconostasi in una chiesa arbereshe. L'iconostasi è costituita da un'alta parete in legno posta a delimitare l'area presbiteriale che dà accesso all'area sacra dell'altare. Su di essa sono poste, secondo precisi canoni, le icone; è dotata di tre porte: quella centrale, dalla quale possono accedere solo i ministri durante le celebrazioni, che si presenta più ampia rispetto alle due laterali, poste simmetricamente sulla destra e sulla sinistra. Tra i numerosi mosaici che impreziosiscono la Cattedrale dell'Eparchia di Lung ro è quello raffigurante il Cristo Pantocrator, che copre l'intera superficie della cupola centrale, cioè circa 120 metri quadrati. Notevole è anche il mosaico del vasto catino dell'abside, sormontato dal mosaico della Platytèra (la Madonna) circondata dalle figure degli Arcangeli Gabriele e Michele, dal Re Davide e dal Profeta Isaia, e il mosaico della Cappella del Fonte Battesimale, realizzato dal pittore e mosaicista albanese Josif Dro boniku, autore anche del già citato mosaico con il Cristo Pantocrator. Sem pre dello stesso artista è il mosaico del Giudizio Universale, che sovrasta la navata centrale. Nella sacrestia della cattedrale vi è una preziosa testimonianza dell'antica chiesa medioevale di Santa Maria delle Fonti, costituito da u n frammento di affresco che raffigura Santa Parasceve (XII secolo), insiem e a preziose tele di scuola napoletana e statue lignee di pregevole fattur a, quasi certamente custodite in chiesa fino al 1919. Le navate laterali, già affrescate da K.Tsitlavidis pittore macedone, sono state recentemente arricchite delle tele degli artisti greci T. Charalambos e T. Gregorio di Salonicco, eseguite nel rispetta dei canoni della tradizione bizant ina: lungo la navata laterale sinistra, le sei tele rappresentano la vita di San Nicola di Mira, patrono di Lungro; lungo la navata laterale destra, sono presenti storie della vita di Gesù Cristo. Le tre porte in bronzo, di ingresso alla chiesa, con altorilievi sono state realizzate dallo scultore calabrese Talarico e raffigurano scene tratte dal Vangelo.
 
 
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