Chiesa di Santa Maria della Consolazione
Italia - Calabria - CS - Altomonte
 
Tipologia
Bene Architettonico
 
Descrizione
La chiesa di Santa Maria della Consolazione fu edificata, nel borgo di Altomonte, in epoca angioina, e rappresenta uno dei più importanti esempi di architettura sacra gotico-angioina presente in Calabria. La chiesa fu costruita sopra i ruderi di una precedente chiesa normanna dedicata al culto di Santa Maria dei Franchi, fondata quest'ultima nel 1052. La nuova ed attuale costruzione fu voluta da Filippo di Sangineto, conte di Altomonte e Corigliano e barone di Sangineto, ed è collocata al centro la piazza principale sovrastante l 'intero borgo. La volontà di edificazione della chiesa viene testimoniata da un'iscrizione in latino, incisa sull'originaria campana di bronzo: "Nel l'anno del Signore 1336 mentre governava il signore nostro Filippo Sangineto, nel diciannovesimo anno del suo domino, Cosma De Laurino mi costruì". In questo periodo Filippo, mentre si trovava in Provenza, ebbe l'occasione di incontrare Papa Clemente VI, prigioniero ad Avignone. Dal Papa riuscì a ottenere nel 1342, con due distinte bolle, il permesso di costruire la chiesa ad Altomonte e di dedicarla a Santa Maria della Consolazione. La costruzione fu ultimata nel 1380. Quando nel 1377 si estinsero gli eredi maschi del Sangineto, la contea con il patronato su S.Maria della Consolazione passò ai Sanseverino, i quali l'ampliarono. Nel 1443 la chiesa passò ai Domenicani, che vi fondarono un monastero. I Domenicani la trasformarono, nel corso del tempo, in stile barocco, e soltanto con gli ultimi restauri, la chiesa è tornata all'antica austerità dello stile gotico. La chiesa presenta un'unica navata molto lunga, con pianta a croce latina e due cappelle laterali alle estremità del transetto. Queste ricevono luce da due bifore, mentre il coro è illuminato da due finestre circolari e da una grande trifora. Il soffitto dell'alta navata centrale, a capriate, si discosta dalla copertura con volte a crociera presente in altre parti della chiesa. La chiesa è molto semplice e vi sono presenti poche opere, tra cui il monumento funerario di cavaliere ignoto, probabilmente di scuola napoletana, databile alla prima metà del Trecento, e l'imponente Sepolcro di Filippo Sangineto collocato nell'abside, realizzato tra il 1352 e il 1377 forse dal Maestro Durazzesco e comunque in ambiente napoletano. La facciata è fiancheggiata da due contrafforti e divisa in due zone da un cornicione orizzontale. Nella parte alta è presente un grande rosone centrale composto da 16 colonnine disposte a ruota che sorreggono archi trilobi iscritti in archi acuti con rosette negli interstizi. Controversa la datazione del portale che, secondo alcuni studiosi è opera di arti sti senesi ed databile all'epoca della fondazione dell'edificio, mentre secondo altri altri costituisce un tipico esempio di gotico durazzesco risalente al sec. XV. I battenti in legno della porta sono del 1580 e i ricchi intagli sono di artigianato artistico calabre se. Attualmente il portone originale è custodito all'interno della chiesa, nella parete a sinistra vicino all'ingresso.
 
 
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