complesso monumentale di San Giovanni
Italia - Calabria - CZ - Catanzaro
 
Tipologia
Bene Architettonico
 
Descrizione
Il Complesso di San Giovanni si colloca sul colle piu' alto della città di Catanzaro, ove un tempo sotto il dominio di Roberto il Guiscardo (1070) si poteva ammirare l'imponente architettura di un Castello munito di cinta muraria, torri merlate ed una corte interna dalla quale si accedeva agli alloggi della guarnigione ed al palazzo comitale. Non si esclude l'idea che alla fortificazione di origine Normanna ve ne preesistette una Bizantina o Saracena. Il Castello nel XV secolo, dopo le diverse incursioni subite da parte dei catanzaresi che si ribellavano al conte Centelles, cadde in rovina. La fortezza all'indomani della demanialità venne demolita per concessione aragonese ed i suoi materiali furono adoperati, per più di un secolo, per la costruzione di molte chiese tra cui quella di San Giovanni. Dal 1500 in poi, sull'area fortificata vennero edificate una serie di edifici che cancellarono definitivamente qualsiasi struttura in elevato che potesse testimoniare la presenza di un castello. In ordine temporale si assiste alla costruzione, della Chiesa di San Giovanni(1532 circa), dell'Ospizio dei Bianchi (1596) e del Convento dei Padri Teresiani (1663). Del vecchio impianto difensivo rimangono le cosiddette "gallerie"; insieme di cunicoli scavati nella roccia posti al disotto dell'area fortificata. Essi venivano utilizzati per la raccolta ed il deflusso delle acque ed anche come via di fuga nel caso in cui il Castello avesse subito invasioni da parte del nemico. La chiesa di San Giovanni fu costruita probabilmente tra la fine del '400 e gli inizi del '500, come Chiesa della Congrega dei Santi Giovanni Battista ed Evangelista e subi' modifiche ed ampliamenti tra il XVII ed il XIX secolo. Nel 1663, fu ceduta ai padri Teresiani scalzi che realizzarono nella parte posteriore, il convento. La chiesa di San Giovanni presenta una pianta longitudinale ad una sola navata, coperta da una volta a botte, affiancata da tre cappelle per lato ed un presbiterio sormontato da una cupola sull'incrocio del transetto. Gli archi, a tutto sesto delle cappelle, sono incorniciati da coppie di paraste con capitelli compositi sormontati da una cornice che corre lungo tutto il perimetro della chiesa. La grande volta a botte è illuminata da finestre a lunette con vetrate raffiguranti la croce gerosolimitana dei Cavalieri di Malta. A seguito di alcuni scavi archeologici sono state rinvenute, al disotto del pavimento della navata, delle fosse comuni e tombe nobiliari. Di notevole importanza è il rinvenimento di un affresco con la Vergine e il Bambino, che probabilmente rappresenta un'antica raffigurazione della Madonna di Costantinopoli. La facciata, sormontata da un timpano triangolare, chiusa sui lati da volute che si raccordano al tetto è tripartita da cornici marcapiano sorrette da lesene che presentano capitelli dell'ordine ionico e corinzio. Al primo livello troviamo quattro paraste in tufo scolpito, che probabilmente facevano parte di alcuni ambienti del distrutto castello. L'ingresso principale è impreziosito da un portale seicentesco decorato ai lati da due colonne di pietra verde di Gimigliano con basi e capitelli d'ordine ionico, in marmo bianco, sulle quali s'imposta un piccolo timpano spezzato. Al centro, in asse con il portale, una nicchia accoglie la statua in marmo bianco di San Giovanni realizzata nel 1632 a Napoli. L'accesso all'edificio sacro è caratterizzato da una scala semicircolare a doppia rampa, costruita nel 1877 quando venne ribassato il piano stradale dell'allora Corso Vittorio Emanuele. L'Ospizio dei Bianchi venne realizzato nel 1596, con il benestare del viceré don Enrico Gusmann, che autorizzò la Congregazione dei Bianchi di Santa Croce a costruire un edificio da adibire ad ospedale. La struttura ospitò, successivamente, l'ospedale civile, le carceri dell'Udienza e gli uffici del Genio Militare. Fu sede penitenziaria fino 1970 quando a seguito del crollo di un muraglione venne chiuso. Dopo alcuni anni di completo abbandono negli anni '90 si diedero inizio ai lavori di restauro. Oggi del Complesso Monumentale di San Giovanni fanno parte l'artistica fontana con la statua del Cavatore, realizzata tra 1951 ed 1954 dallo scultore Giuseppe Rito, il grande piazzale panoramico, la Torre ottocentesca, le restanti mura del castello, una grande area espositiva, disposta su due piani alla quale si accede da una bella scalinata, la palazzina adiacente alla chiesa, sede degli uffici dell'Assessorato comunale alla Cultura e della Sovrintendenza ai beni artistici e ambientali ed infine la chiesa di San Giovanni.
 
 
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