Taureana
Italia - Calabria - RC - Palmi
 
Tipologia
Sito Archeologico
 
Descrizione
Nonostante il sito, grazie ad uno studioso del luogo, Antonio De Salvo, fosse noto fin dalla seconda metà del 1800, gli scavi sistematici sul pianoro di Tauriana hanno avuto inizio nel 1995 con una serie di indagini programmate a cura della Soprintendenza archeologica calabrese. Sporadici rinvenimenti avvenuti nel tempo e frutto di azione di tutela e controllo del territorio, hanno consentito di individuare, su questo ampio pianoro prospiciente il mare, in posizione sopraelevata, una intensa frequentazione umana. L'area, dominata dalla cosiddetta Torre di Pietrenere ancora ben conservata, era stata in passato oggetto di brevi surveys che hanno comunque consentito di delineare un quadro seppur sommario, tuttavia piuttosto interessante, dell'occupazione umana. Le tracce di insediamenti più antichi risalgono all'età del Bronzo Medio. Infatti, strutture murarie rinvenute nel corso di scavi sia negli anni '70 del secolo scorso che in tempi più recenti, hanno evidenziato per la prima volta in maniera scientifica, l'importanza strategica del luogo, fin dai tempi più remoti con confronti per la tipologia delle capanne rinvenute, proprio simili a quelle di Lipari. Così come per la presenza di ossidiana dalle Eolie, presente nei siti della zona. Posta proprio di fronte la Sicilia ma soprattutto l'arcipelago delle Eolie, isole che hanno rivestito un ruolo di rilievo negli scambi e commerci di ogni epoca, la spianata, successivamente all'occupazione dell'età del Bronzo Medio, sarà abbandonata. Prima di una nuova frequentazione dell'area trascorreranno diversi secoli. Infatti, le ricerche più recenti, hanno messo in evidenza resti di un abitato che si è sviluppato sul promontorio, solo a partire dalla seconda metà del IV fino al III sec. a.C. L'insediamento, pertinente alla popolazione italica dei Tauriani, presenta due fasi costruttive caratterizzate da murature diverse tra di loro che, appunto sulla base delle differenze costruttive, gli archeologi attribuiscono a momenti diversi ma nell'ambito di una stessa frequentazione. L'abitato Brettio occupa il settore centrale del pianoro; sono documentati anche assi stradali con andamento NS dell'ampiezza di 5 m, nell'area W. Questo è il risultato scientifico di recentissime indagini archeologiche, che fanno parte di un progetto di ricerca più ampio portato avanti dalla Soprintendenza per i Beni archeologici della Calabria ed alcune Università, al fine di recuperare più informazioni possibili per una interpretazione di questo particolare territorio nell'antichità. Infatti gli storici riconoscono in questa area della Calabria sud-occidentale un interessante distretto territoriale ricco dal punto di vista economico e strategico per quanto attiene sia ai collegamenti e percorsi verso le aree interne che verso il mare. Quanto rinvenuto sul sito di Taureana, acquista molto interesse proprio per la comprensione dell'area che ricade in una parte del territorio calabrese posto alla base del grande rilievo dell'Aspromonte e nello stesso tempo prospiciente un tratto di mare determinante nelle dinamiche insediative tra IV-III sec. a.C. Le strutture pertinenti alla popolazione dei Taureani, sono costituite da resti di abitazioni con tutti i connessi costituiti da pavimentazioni, canalette per convogliare le acque e che trovano confronti con le coeve abitazioni di Caulonia, Locri e la vicina Castellace. Una di queste canalette, costruita con grossi mattoni, presenta il bollo conosciuto sia in cartiglio circolare che rettangolare, TAYRIANOYM. TAYRIANOYM costituisce l'etnico del populus dei Tauriani e, similmente a Mella, i bolli sono impressi sulle condutture pubbliche. Quello che appare di grande interesse è l'adozione sistematica di programmi costruttivi di grande respiro ma soprattutto inseriti in un sistema di pianificazione più generale. In un periodo successivo, tra II e I sec. a.C., una vasta area del pianoro viene occupata in epoca romana, cambiando completamente destinazione d'uso di alcuni settori dell'insediamento di IV-III sec. a.C. Sulle creste delle strutture abitative dell'insediamento brettio viene realizzata infatti un'importante area sacra, costituita da edificio su podio che gli studiosi hanno definito tipologicamente affine a quello etrusco-italico. Molto interessante la sua posizione, dato che il monumento era posto in un punto del pianoro facilmente individuabile dal mare, si stagliava nettamente e soprattutto era visibile a quanti si trovavano a transitare nel tratto di mare sottostante. Dal punto di vista costruttivo, il podio aveva forma quadrangolare, si sviluppava per una lunghezza di 21 m e per una larghezza di 8 m, ed era realizzato in opus coementicium mentre l'elevato era parzialmente rivestito di mattoni. Su alcuni frammenti si intravede il bollo NUMITORI, conosciuto e documentato come proveniente da rinvenimenti fortuiti anche negli anni precedenti la ricerca. Piuttosto articolata la conformazione del monumento al quale si accedeva tramite una presunta scalinata purtroppo non conservata; sui tre lati era presente una struttura porticata, tipica delle costruzioni di questo periodo, anche se non si conosce la divinità alla quale era stata dedicato il tempio. Scavi recenti, hanno messo in luce sul margine N del pianoro parte della cinta muraria, in blocchi calcarei isodomi, databile al I sec. a.C. Nella parte orientale del pianoro è stato inoltre messo in luce il tratto di una strada basolata che probabilmente si connetteva alla via Popilia e sulla quale si affacciavano diversi ambienti di incerta funzione. Contemporaneo alla strada era infine un grande edificio per spettacoli, scoperto recentemente immediatamente a ovest del basolato. Anche se lo scavo non è stato ultimato, si può affermare che l'edificio era costituito da una cavea impostata su un asse N-S lungo circa 60 m sul pendio esistente tra la strada basolata e l'area sacra. Lo spazio curvilineo attorno a cui si sviluppa la cavea corrisponde ad un'area inferiore al semicerchio ed è delimitata da una linea continua di blocchi di calcare su cui si realizza un alto muro di laterizi che definisce il podio e configura lo spazio delimitato come arena, il cui piano era rivestito da lastre di laterizi.
 
 
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