Area archeologica urbana di Crotone
Italia - Calabria - KR - Crotone
 
Tipologia
Sito Archeologico
 
Descrizione
L'area urbana è dominata dalla collina del castello, che fungeva da acropoli, dove recenti scavi hanno consentito di individuare resti di strutture databili dal VII al III a.C. Al VII-VI a.C. risalgono i 'quartieri' riconosciuti a nord e a sud del fiume Esaro. Si tratta di tre gruppi di strade parallele che sembrano convergere verso un'area tra il porto e l'acropoli, con funzioni collettive. Questa probabile agorà confina con una zona dove sono state messe in luce aree artigianali con pozzi e fornaci per la produzione di metalli e di ceramica, databili a partire dall'età arcaica. L'agorà, individuata nel centro abitato della città presso l'area delle Cooperative edilizie, tra via XXV Aprile, via Mario Nicoletta e via Di Vittorio, era delimitata da strutture porticate; all'interno era un tempietto di ordine dorico databile al IV sec. a.C., di cui si sono conservate alcune colonne di pietra e sime leonine. Tra il Campo sportivo e l'Ospedale San Giovanni di Dio, è stato identificato un quartiere artigianale d'epoca ellenistica, il cosiddetto 'ceramico'. Il quartiere dei vasai era costituito da spazi aperti e chiusi nei quali si svolgevano tutte le operazioni del ciclo produttivo legato all'argilla. Le dimore individuate nel centro urbano della città rimandano a due tipologie principali: le abitazioni di tipo misto abitativo-artigianale (case-bottega delle aree di via "XXV Aprile" e di "Area Gravina") e le abitazioni a carattere residenziale ("Banca Popolare", "Area Campo Sportivo", "Area Microcitemia", "Area Telesio"). L'area residenziale della "Banca Popolare", ad esempio, offre la possibilità di comprendere come si svolgesse la vita quotidiana e in quali ambienti si vivesse. All'interno di una casa sono stati individuati, lungo la strada, una serie di ambienti riservati agli uomini, disimpegnate da un ampio ambiente allungato che si affacciava sul cortile da cui ricavava aria e luce. Gli ambienti destinati alle donne, invece, il cosiddetto oikos, si trovava nella zona più interna della casa, gravitante l'area del cortile. Inoltre, in molte case, la presenza di imposte per le scale, testimonia l'esistenza di almeno un secondo piano. Le ricerche urbane hanno inoltre consentito di mettere in luce alcuni santuari urbani, come quello di Vigna Nuova e quello di Sant'Anna di Cutro, che hanno restituito ricchi ex voto. La necropoli, in particolare presso la località Carrara, è in parte fuori in parte entro il circuito murario, un caso eccezionale per il costume greco. Le ricerche hanno evidenziato come la necropoli sia stata impostata prima della costruzione del sistema difensivo, inglobandola così nel corso del IV sec. a.C. Altre aree di necropoli sono state individuate in contrada Viscovatello, Tufolo, San Francesco, nella zona a monte della SS 106 e a Nord della zona industriale, questa volta fuori dal circuito murario. Agli inizi del secolo scorso era ancora riconoscibile il circuito delle mura che Livio (XXIV, 3,1) dice essere lungo 18 Km. Una porzione dell'antica cinta muraria è stata messa in luce in località Vigna Nuova e risulta costituita da due cortine murarie, legati da piccoli muretti trasversali.
 
 
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