Sibari
Italia - Calabria - CS - Cassano allo Ionio
 
Tipologia
Sito Archeologico
 
Descrizione
Le aree di scavo fino ad ora indagate sono quelle dei cantieri di Parco del Cavallo, Prolungamento Strada, Casabianca, Stombi e Oasi. Il Parco del Cavallo: All'interno del cantiere sono state messe in luce due delle plateiai menzionate da Diodoro Siculo a proposito dell' impianto ippodameo di Thurii. Identificati con la Olympias e la Thurina (o Heroa), questi due assi principali, conosciuti anche come A e B, sono fiancheggiate dalle strutture più imponenti dell'area. La grande plateia A misura circa 13 metri da un lato all'altro della carreggiata, per una lunghezza visibile di 386 metri. La strada parte dalla Porta Nord e si interrompe a sud, ostruita da un edificio termale costruito nel I sec. d.C. L'incrocio tra le plateiai A e B è invaso dalla costruzione del basamento del tempio e da una scala laterale di acceso; alle spalle del tempio è inoltre visibile il grande scasso circolare per l'impianto di una fontana del diametro di circa cinque metri. L'accesso principale alla città di Copia era la Porta Nord, che immette su una delle plateiai principali portate in luce negli scavi del 1969 e che risulta inserita nella fortificazione costituita dal lungo muro che cingeva la città realizzato con due cortine accostate: il paramento esterno di blocchi quadrangolari di recupero da vecchie strutture turine, quello interno realizzato in opera cementizia. Gli edifici abitativi di Parco del Cavallo presentano la planimetria tipica delle case romane, con cortile quadrangolare sul quale si affacciano i diversi vani, alcuni con pareti affrescate e pavimenti a mosaico. Una grande domus del I sec. a.C., è stata messa in luce nell'area immediatamente alle spalle del teatro-emiciclo di costruzione più recente. Questa residenza occupava inizialmente quasi per intero la superficie di un isolato del vecchio reticolo urbano di Thurii che continua ad essere usato in età romana; la domus venne ridimensionata attorno al 50 a.C. per far posto alla costruzione dell'emiciclo-teatro. L'architettura della domus di Copia ruota attorno ad un grande peristilio centrale da cui si accedeva agli ambienti di rappresentanza principali: il tablinum, il triclinio invernale a Sud e il triclinio estivo a Nord. Il tablinum era pavimentato con marmi policromi a motivi geometrici. I vani dei triclini, oltre ad essere pavimentati a mosaico, presentano le pareti affrescate. Al centro del triclinio invernale, vi è un grande mosaico, databile al I sec. d.C., con cordoni a tessere bianche, bordature nere e losanghe in tessere nere, contornanti una specchiatura centrale, asportata in epoca antica. Il principale edificio pubblico messo in luce al Parco del Cavallo è l'Emiciclio-teatro, peraltro una delle strutture meglio conservate. La fase più antica risale alla metà del I sec. a.C. ed è relativa ad un edificio a pianta semicircolare. Non è ben chiara la funzione di questo primo edificio, il cui assetto originario ha subìto notevoli modifiche: è probabile che si trattasse di un luogo per riunioni o di mercato. Verso la metà del I d.C., l'edificio viene profondamente trasformato e riadattato come teatro: il muro curvilineo rialzato, massicci contrafforti in laterizi vengono disposti ad intervalli regolari lungo la curvatura esterna a reggere la spinta del terrapieno che internamente ricopre completamente il precedente colonnato e sul quale vengono costruiti i gradini della cavea. L'orchestra del teatro viene pavimentata con marmi policromi e spallette di marmo separano questo spazio dalle gradinate della cavea; allo spazio dell'orchestra ed al proscenio si accedeva da scale laterali in calcare. Il teatro era abbellito da fregi e statue recuperate dagli scavi. Osservando i muri si individuano facilmente grossi blocchi in calcare tenero reimpiegati da edifici pubblici di Thurii e di Sibari. Alcuni appartenenti al fregio figurato (scolpito a bassorilievo) di un tempio arcaico sono stati rimossi ed esposti al museo (in loco rimangono delle copie). L'area pubblica, probabilmente già prevista in fase di pianificazione dall'impianto ippodameo, venne risistemata in epoca romana e trasformata nel Foro di Copia. Il Foro oggi appare visibile come un ampio slargo di forma rettangolare, libero da strutture, di fronte al teatro e prospiciente la plateia "B". Sono visibili in crollo, tra l'edificio termale e lo slargo con le fontane, le arcate di un portico in mattoni che delimitavano il foro. Nel I sec. d.C. si avvia inoltre la costruzione di un edificio termale in una zona della città dove erano già presenti il teatro e il foro. Le terme, visibili alla fine della plateia A, risultano sovrapposte ad essa e in pratica la chiudono all'altezza dell'incrocio con la plateia B. Sono ben riconoscibili tepidarium e calidarium, per la presenza in situ sia delle suspensurae che delle concamerazioni parietali in tubuli di terracotta che costituivano il sistema di circolazione dell'aria calda prodotta nei praefurnia. Gli ambienti erano pavimentati a mosaico con tessere bianche e nere a formare motivi geometrici (a losanghe e quadrati), raffigurazioni naturalistiche, grifoni, delfini ecc. Dal punto di vista architettonico, l'unica struttura individuata nell'area di Parco del Cavallo che può essere interpretata come un probabile luogo di culto di Copia è un edificio rettangolare a pianta tripartita con una delle pareti di fondo absidate, posto all'incrocio tra le plateiai A e B e confinante con il lato Nord-Ovest dell'emiciclo-teatro. Risalente al I sec. d.C. è costruito su un podio in opus reticulatum sopraelevato di oltre un metro rispetto al piano stradale delle due plateiai. Prolungamento Strada: L' area di Prolungamento Strada è il secondo grande cantiere sull'asse Est-Ovest della plateia B che prosegue in direzione mare fino a Casabianca. Lo scavo ha portato in luce diversi edifici privati, collocati lungo i lati della plateia B e un nuovo asse stradale ad essa ortogonale, la plateia C. Casabianca: L'area costituisce il limite Est fino ad oggi messo in luce. All'estremità Ovest è visibile il tratto terminale in terra battuta della grande plateia B; essa termina immettendo su una grande area quadrangolare basolata; ad Est di questa sono visibili i resti di una struttura a pianta circolare. In questo settore è visibile un lungo tratto della cinta muraria della colonia romana, indicato come Lungo Muro. Stombi: L'area di Stombi è situata a circa due chilometri da Parco del Cavallo, situato a breve distanza dall'antico corso del fiume Coscile. L'area scavata rappresenta la parte continua più estesa di quanto visibile dell'antica Sibari. Il quartiere di Stombi mostra semplici abitazioni e laboratori artigiani.
 
 
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