Rheghion
Italia - Calabria - RC - Reggio Calabria
 
Tipologia
Sito Archeologico
 
Descrizione
La documentazione archeologica del sito si presenta in veste assai frammentaria a causa della continuità di vita della città, cresciuta su se stessa dal VII sec a.C. fino ai giorni nostri. L'estensione della città antica corrisponde al centro della città contemporanea che si estendeva da nord a sud, tra le attuali piazze De Nava e Duomo. La città venne dotata sin dal V sec. a.C. di una cinta muraria, costruita in origine da uno zoccolo in pietra e alzato in mattoni crudi e sostituita, tra il IV e il III sec. a.C., da muri in opera isodoma in blocchi di calcare. Ampi tratti di queste mura sono ancora conservati sulle Colline degli Angeli e del Trabocchetto, e sul lungomare. Il tratto di mura ellenistiche che si trova al Trabocchetto risale al IV sec. a.C., ma si possono individuare parti diverse probabilmente risalenti ad epoche differenti: una parte è costituita da fondazioni in pietra locale con marchi di cava, un'altra da mura con addossati mattoni crudi. Esiste un'apertura nelle mura che potrebbe far pensare ad una porta della città o ad un passaggio. L'intero complesso sembra essere pertinente ad un fortino angolare con due torri.Sul Lungomare si conserva il tratto più esteso della cinta muraria costituita da un muro a "doppia cortina" formata da blocchi di calcare riempita con emplecton. La parte pubblica della città dovette svilupparsi nel settore nord occidentale, a mezza costa, in prossimità dell'area sacra in località Griso Laboccetta. Tra i materiali pertinenti a questo sacello è stata rinvenuta una metopa fittile di ottima fattura, con la raffigurazione di un choros di fanciulle in corsa, unico resto di un grande tempio tardo arcaico. Nelle vicinanze di quest'area, in via XXIV Maggio, è il c.d. Odeion, una struttura semicircolare in arenaria, databile al IV-III sec. a.C. il quale è stato anche interpretato come ekklesisterion. Meglio nota la struttura della città romana il cui monumento meglio conosciuto è un impianto termale sul Lungomare, esteso dall'attuale via del Plebiscito a Via Tommaso Gulli. Tale struttura termale era dotata di una palestra con un portico di cui si conservano numerose colonne. Nella parte attualmente visibile si trovano tre piccoli ambienti riscaldati, il cui pavimento in lastre di terracotta poggia su suspensurae. Uno degli ambienti conserva una pavimentazione a mosaico con elementi geometrici in tessere di marmo bianche e nere. Recentissima la scoperta di nuovi ambienti, e di parte del tracciato stradale, negli scavi di Piazza Italia. Numerose le aree di necropoli note sia di periodo greco che romano, disposte a cingere il centro urbano in corrispondenza delle vie d'uscita. Tra queste sono oggi visibili due tombe ellenistiche a camera, una in via Tripepi, che conserva l'accesso in opera testacea, e un'altra ricomposta nei giardini del lungomare, ma proveniente dagli scavi per l'edificazione del Palazzo del Museo Archeologico Nazionale.
 
 
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