Teatro di Marina di Gioiosa Ionica
Italia - Calabria - RC - Marina di Gioiosa Ionica
 
Tipologia
Sito Archeologico
 
Descrizione
Lungo la costa ionica calabrese, sulla sinistra del Torrente Torbido, sorge la cittadina di Marina di Gioiosa Ionica, fino al 1948 frazione di Gioiosa Ionica posta qualche km più all'interno. I numerosi rinvenimenti archeologici nel territorio si giustificano in quanto questo viene a trovarsi in un contesto che oggi potremmo definire di frontiera o cuscinetto, ricadente tra due importanti centri di epoca greca: la potente Locri e Kaulonia, colonia di origine achea pare fondata proprio dai Crotonesi sul confine, appunto, tra le due superpotenze di Locri e Kroton. Siamo a conoscenza infatti, attraverso le fonti antiche, di uno scontro molto famoso che vide contrapporsi Locri a Crotone. Pare che la battaglia si svolse lungo le rive del fiume Sagra da identificare, forse, con il Turbulo-Torbido, un po' prima del 550 a.C. e alla quale parteciparono gli alleati Reggini che, insieme ai Locresi, ebbero ragione dei nemici Crotoniati. Le testimonianze archeologiche più consistenti risalgono al periodo romano e testimoniano l'esistenza di un centro antico di cui si ignora, al momento, il nome. Forse potrebbe essere identificato con Subsicivo, località citata dagli Itineraria di età romana. I resti più imponenti, circondati da un'area ormai completamente urbanizzata, sono costituiti da un teatro di piccole dimensioni e da un impianto termale oggi interrato, collocato proprio nei pressi del teatro. Lo scavo di questo presunto edificio termale venne effettuato nel 1926 da Silvio Ferri. Fonti non più verificabili riferiscono, inoltre, di un'area di necropoli rinvenuta sempre nell'area intorno al piccolo edificio teatrale a circa cento metri di distanza. La presenza dei resti archeologici nel piccolo centro cittadino è molto discussa in quanto questa struttura privata che poteva ospitare circa 1000 spettatori è stata inizialmente considerata come pertinente ad un grande insediamento in villa che troverebbe confronto con le villae di proprietà imperiale come ad esempio quella di Pianosa, quella di Posillipo, quella di Domiziano a Castelgandolfo, ed infine la famosissima Villa Adriana a Tivoli. Allo stato attuale possiamo affermare che costituisce un unicum nei Bruttii. Infatti, non sono stati documentati nella regione calabrese edifici analoghi sia nelle dimensioni che nella collocazione. Studi recenti hanno fatto però ipotizzare che qui doveva esistere un importante nucleo abitato del quale il piccolo teatro faceva parte integrante. Il ritrovamento poi di una statua femminile panneggiata acefala di epoca giulio-claudia e di una testa sempre di quell'epoca che si trovano oggi presso collezioni private, inducono ad ipotizzare un centro piuttosto florido. La scoperta casuale ed il relativo scavo avvenne nel 1882 anche se fu completato nel 1925. Nel 1926, Silvio Ferri ne pubblicò i risultati in Notizie degli Scavi proponendone, anche se con prudenza, una datazione al I sec. a.C. Pur non essendo stato studiato in maniera esaustiva, il monumento costituisce un singolare esempio di edificio per spettacoli. Mancando il pendio naturale per la costruzione dell'edificio, fu costruito un aggere artificiale (terrapieno), si cui venne addossata la cavea composta da cinque cunei e quattro scalette. Le scarse risorse economiche consentirono la realizzazione di una serie di muri concentrici su cui poggiare le sedute. Il muro del pulpitum che sosteneva il palcoscenico è articolato da nicchie rettangolari e semicircolari alternate con a fianco due scalette a vista. Il diametro maggiore è di m 47,40 quello minore di m 14,20. Due dovrebbero essere le fasi costruttive: la prima inquadrabile alla seconda metà del I sec. a.C., anche se allo stato attuale appare piuttosto antica come datazione, la seconda, invece, ad età imperiale, fino almeno al IV sec. d.C. Tra il II ed il III secolo dell'impero viene avviata e consolidata la formazione di quei complessi monumentali e residenziali molto estesi proprio in ragione della nuova situazione economico-sociale che vede la genesi dei grandi latifondi dei potentiores tardo antichi. Quindi, in conclusione, è possibile ipotizzare nel sito oggi occupato dalla cittadina di Marina di Gioiosa Ionica, in epoca romano-imperiale, un centro abitato non particolarmente esteso ma perfettamente in grado di esercitare scambi e servizi.
 
 
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