Castello della Rupetta
Italia - Calabria - RC - Roccella Ionica
 
Tipologia
Bene Architettonico
 
Descrizione
Il Castello della Rupetta (o della Rupella), posto su un costone roccioso sul mar Jonio, fu fondato nel XV secolo, in periodo angioino, dal primo Marchese di Roccella Galeotto Bardassino. Fu eretto con la funzione di postazione difensiva costiera e risultava infatti munito di numerose fortificazioni. Adibito nei secoli a rocca feudale, venne rinforzato nella struttura in età aragonese da Antonio Centelles e successivamente rimaneggiato e ristrutturato nel settecento dai Carafa della Spina (1479-1806, da cui la denominazione spesso utilizzata di "Palazzo Carafa"). Durante il periodo settecentesco dei Carafa della Spina il castello assunse l'aspetto di palazzo feudale arricchendosi di elementi decorativi architettonici quali, ad esempio, il portale lapideo riccamente decorato ed il balcone su mensole calcaree scolpite e figurate (mascheroni), tuttora visibile. Le torri ed i bastioni della cinta muraria sono ascrivibili invece ai secoli XV-XVI. I caratteri del castello sono quelli di residenza signorile, la pianta è pressocchè quadrilatera con cortile interno e chiesa annessa antistante la piazza su cui affaccia anche il palazzo. Evidenti sono i possenti contrafforti lungo le pareti, aggiunti alla muratura originale nel periodo di trasformazione del castello in residenza ad opera dei Carafa durante la seconda metà del '600. Del castello originario rimane solo il basamento a scarpa che ne costituisce il perimetro. La struttura del palazzo è mista, costituita da pietrame di varia pezzatura con ricorsi in laterizio e soluzioni basamentali d'angolo in blocchi di pietra calcarea. A livello formale, di notevole interesse è il balcone monumetale sorretto da mensole scolpite a figure (mascheroni in pietra calcarea), le lesene e le cornici in cotto, i cordoni e i davanzali in pietra. Il palazzo si snoda intorno ad una corte centrale caratterizzata da un selciato a forma di stella i cui quattro bracci degli otto che la costituiscono fungevano da canali di scolo delle acque piovane. Dal cortile si aveva l'accesso diretto ai locali disposti al pian terreno ed adibiti a servizi (cucine, stalle, magazzini) e l'affaccio su un pozzo incassato nella muratura. Su questa stessa parete trova posto una scala a chiocciola in pietra calcarea, tuttora in buono stato di conservazione. Dal cortile interno, tramite una scala in pietra calcarea, si accedeva ai piani superiori che ospitavano gli appartamenti dei principi. I soffitti, in corso di restauro, presentano volte a crociera e ciò che rimane della pavimentazione settecentesca è un cumulo di mattonelline in cotto di forma ottagonale. In corrispondenza del balcone monumenatale, al primo piano, è la sala ottagonale in cui si pensa che il principe Carafa tenesse importanti riunioni o recitasse le sue preghiere. Si rileva una nicchia per ogni lato. Attualmente sono in corso lavori di restauro. Annessa al castello è una chiesa classicheggiante, in stile jonico, eretta dai Carafa e divenuta Matrice dell'Università civica. La chiesa, addossata al palazzo con campanile passante, fu chiusa al culto dopo il terremoto del 1905 ed in sua sostituzione venne eretta nel nuovo centro abitato di Roccella Jonica una nuova Cattedrale. Di rilevante importanza è inoltre la torre di guardia detta di Pizzofalcone (o dela Rocha de la misma terra), posta in direzione ovest, su uno sperone roccioso, con cui il castello comunicava a vista. Di forma circolare, la torre è probabilemente preesistente al sistema difensivo torriero progettato dal marchese Fabrizio Pignatelli su commissione del vicerè di Napoli Pedro de Toledo.
 
 
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