Castello dei Barracco
Italia - Calabria - KR - Caccuri
 
Tipologia
Bene Architettonico
 
Descrizione
Le origini del paese risalgono alla seconda metà del VI secolo d.C quando gli strateghi bizantini vi eressero un posto di difesa a presidio della valle del Neto minacciata dall'invasione longobarda. Attorno all'installazione militare sorse e si sviluppò rapidamente l'abitato. Il nome della cittadina, secondo lo storico Gabriele Barrio deriverebbe dal greco Kauchao-Mai (mi glorio), oppure dal latino Cacumen (cima, vetta) poiché l'antico borgo si erge su di una rupe. Recentemente è stata formulata una ipotesi secondo la quale potrebbe derivare dal greco Kacos - oros (cattiva orografia) proprio per la tormentata orografia del luogo. Il castello è una imponente dimora baronale sorta in luogo dell'antico castrum bizantino del VI secolo ed è uno dei monumenti più importanti di tutta la provincia di Crotone. Nato, dunque, come fortino militare, divenne poi nel tempo dimora di famiglie nobiliari che, dal XV secolo in poi, ne modificarono l'aspetto originario. Nel 1418 il castello viene donato dal conte Carlo Ruffo di Montalto alla figlia Polissena che va in sposa al giovane Francesco Sforza. Nel XVI secolo passa sotto il dominio delle famiglie Spinelli, Sersale e Cimino, sino al 1651 quando il feudo pervenne ai Cavalcanti che lo detennero per quasi due secoli, e poi lo vendettero, nel 1830, ai baroni Barracco. Per ultimo, fu acquisito, nella prima metà del '900, dalla famiglia Fauci. Più volte rimaneggiato, nel 1885 l'architetto napoletano Adolfo Mastrigli, su incarico di Guglielmo Barracco, vi aggiunse il rivellino ed una torre cilindrica, detta appunto Torre Mastrigli, adornata con merli guelfi ad imitazione degli antichi castelli medioevali. Un doppio cortile introduce alle rampe biforcate di scale porticate che portano nell'edificio. Di particolare interesse è la Cappella Palatina, allestita nella seconda metà del Seicento dai Cavalcanti, un vero e proprio gioiello che custodisce una collezione di importanti dipinti Seicenteschi di Scuola Napolatana. L'opera di restauro del castello avviata dalla famiglia Fauci ha portato alla luce affreschi su legno, capitelli, portali. La sagoma inconfondibile dell'unica torre, la Torre Mastrigli, è anche il simbolo dello stemma comunale di Caccuri. Il castello di Caccuri per la particolare posizione geografica e l'importanza storica è diventato un nucleo di attrazione turistica. Una parte del castello, di proprietà comunale è attualmente interessata da lavori di restauri. Ha ospitato e ospita molte attività culturali, mostre, manifestazioni ed eventi. Alcune camere (rigorosamente conservate come in origine) dell'ala più grande dell'edificio, di proprietà degli eredi della famiglia Fauci, sono aperte all'ospitalità con la formula del pernottamento e della prima colazione.
 
 
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