Le Castella
Italia - Calabria - KR - Isola di Capo Rizzuto
 
Tipologia
Bene Architettonico
 
Descrizione
Una piccola isola posta a poco più di cento metri dalla riva ospita un'affascinante castello, eretto presumibilmente nel XIII secolo per controllare e difendere l'intero territorio. Questa struttura faceva parte di un apparato difensivo, che ebbe un ruolo fondamentale durante l'invasione turca in Calabria, costituito da un sistema di fortificazioni: da qui il nome Le Castella. Plinio nella sua Naturalis Historia, narra di diverse isole attribuendole anche dei nomi: l'isola dei Dioscuri, l'isola di Calipso, e infine Tiris, Meloessa e Eranusa. All'interno del castello si scorgono dei massi quadrati calcarei risalenti al periodo greco, VI sec. A.C. e, sul lato est, gli stessi sono posti in opera con una tecnica, detta "a scacchiera", che ricorda quella utilizzata per la costruzione del muro ellenistico di Velia. Le ultime indagini archeologiche hanno infatti evidenziato, nei fondali adiacenti il castello aragonese, la presenza di blocchi architettonici di epoca ellenistica, lasciando intuire che tutta l'area di Le Castella doveva essere una volta molto più allungata verso il mare. Oltre a quella greca il castello presenta inoltre, in maniera esigua tracce di muratura romana. Protesa sulle acque limpide, ospita anche una riserva marina che offre bellissimi spettacoli naturali e preserva l'ambiente della zona. La costruzione attuale che sovrasta l'isolotto rimasto è opera degli Aragona che sul finire del XV secolo realizzarono e potenziarono il sistema difensivo del Regno di Napoli per difenderlo dalle incursioni arabe provenienti dal mare. La struttura fu impostata su due nuclei di difesa. Il primo, andò a sfruttare alcune strutture preesistenti sull'isolotto. Il secondo, con funzioni di mastio, fu creato ex novo sul bassofondo antistante. La fortezza appare in pianta irregolare, probabilmente costruita intorno ad una preesistente fortificazione angioina, al suo interno è presente ancora una torre cilindrica di avvistamento che si erge più alta. Non ospitò mai la nobiltà del luogo, ma servì sempre da ricovero per i soldati impegnati contro gli attacchi provenienti dal mare dagli invasori di turno. Si trovano, infatti i resti di un piccolo agglomerato urbano, una sorte di piccolo villaggio con botteghe e mercati dove gli abitanti si riunivano per acquistare e scambiare merci. All'interno del borgo rimangono i ruderi della chiesetta, denominata Cappella del Borgo,costruita durante il periodo aragonese, unico luogo di culto per i soldati e le loro famiglie. La torre cilindrica che svetta centralmente all'interno della fortezza è di chiara derivazione angioina e ne testimonia l'impianto originario che dovrebbe risalire al XIV secolo. La torre angioina è caratterizzata da una splendida scala a chiocciola in pietra che ne collega i tre piani. Verso la fine del XV secolo la fortezza di Le Castella passò in mano aragonese. Nel 1496 il re Federico d'Aragona la consegna al conte Andrea Carafa che tra il 1510 ed il 1526 fa edificare possenti bastioni quadrangolari speronati al fine di aumentare la capacità difensiva del castello. Quelle degli angioni ed aragonesi sono le modifiche più importanti del castello, oggi ben visibili grazie ad una paziente opera di restauro. L'intera zona di Capo Rizzuto si posiziona al centro della bellissima Costa dei Saraceni, interessata da una frequentazione turistica tra le più elevate della Calabria, sia per il valore paesaggistico ed ambientale delle coste, sia per la ricchezza di risorse culturali ed archeologiche.
 
 
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