Castello Medievale
Italia - Calabria - CS - Rende
 
Tipologia
Bene Architettonico
 
Descrizione
Rende grazie alla sua conformazione territoriale che consentiva una difesa naturale, non fu mai del tutto fortificata, ma venne costruita una semplice cinta muraria intervallata dalle abitazioni -ove le stesse assumevano forma difensiva- e da porte in corrispondenza dei quattro punti cardinali. Sul punto più alto, nonché punto di congiunzione delle due dorsali che divergono verso settentrione, fu innalzato il castello, così Rende come tanti altri paesi dell'Italia Meridionale, fu incastellata intorno all'XI secolo dai Normanni, ma di tale influenza non resta traccia alcuna nelle architetture. Probabilmente fu fatto costruire da Boemondo d'Altavilla - figlio di Roberto il Guiscardo, per difendere l'alta valle sinistra del Crati. Nel secolo successivo durante il periodo Svevo, precisamente nel 1219, Federico II aveva confermato di appartenere all'arcivescovo di Cosenza e, nel 1220 il maniero fu di Riccardo Salernitano. Nel periodo Angioino, Rende seguì le sorti della vicina Cosenza, al servizio della Casa d'Angiò e nel 1254 fu sotto il dominio del Conte di Catanzaro Pietro Ruffo. Egli si schierò con il Papato durante la lotta contro Manfredi. A testimonianza di questo episodio e della fedeltà dei Rendesi nei confronti del Conte Ruffo rimangono due epitaffi incisi su lapidi poste nella corte interna del Castello, in cui si legge: VESTRA PETRO REGI CONSTAT ARINTHA FIDES (O Rendesi la vostra fedeltà è nota al reggente Pietro) MILLE HINC PROCEDUNT MANFREDUM ADVERSUS AD ARMA (Da qui partono mille uomini a prendere le armi contro Manfredi) Vi fu poi il dominio Aragonese, durante il quale Rende visse la sua storia in modo abbastanza anonimo, senza mettersi particolarmente in luce. Sotto il dominio dei Conti Adorno, nel 1495, data incisa sul portale principale, il Castello fu ricostruito, ristrutturato e fortificato. Nel corso dei secoli successivi, si trasformò, dunque, in palazzo signorile, divenendo proprietà di illustri casati, gli Alarçon de Mendoza e i Magdalone, gli ultimi residenti prima che l'edificio divenisse comunale. Nel cortile interno, poste sui due lati dell'arco a sesto acuto, sono ancora visibili gli stemmi araldici di queste due famiglie. Nel 1922, il comune di Rende entrò in possesso del bene, il castello fu nuovamente rinforzato nelle strutture portanti con alcune modifiche, le quali alterarono purtroppo l'aspetto autentico del vecchio maniero che ha ospitato fino al mese di aprile 2011 la sede Municipale. Dell'edificio originario, oggi, non resta molto, per i ripetuti rimaneggiamenti e per le consistenti ristrutturazioni e superfetazioni - quest'ultime effettuate dal 1980 in poi- Tuttavia sono ancora visibili tre torri, archi pensili, logge e l'ingresso monumentale che si affaccia sul cortile o Vaglio, toponimo quest'ultimo che dà il nome al quartiere dove è alloggiato il castello. In una costruzione a parte, addossata alle vecchie mura perimetrali trovavano posto le scuderie, dove sono ancora visibili le volte a crociera. Il piano rialzato della fortificazione comprendeva il posto di guardia, l'armeria, la sala per l'amministrazione della giustizia ed i servizi, i sotterranei dal lato nord ospitavano le carceri, l'antico corridoio costruito lateralmente da piedritti in tufo e coperto da una volta a botte permetteva l'accesso alle altre stanze dove si conservano labili le incisioni sulle mura dei carcerati a dimostrazione della loro permanenza, mentre i sotterranei cui l'accesso era da dentro l'abitato erano destinate a cantine e magazzini. Al centro della piazza prospiciente l'ingresso principale, al di sotto della pavimentazione in ciottoli di fiume, era alloggiata un'ampia cisterna capace di contenere una notevole quantità di acqua per un eventuale assedio. Sulla facciata principale, sopra il portale d'ingresso, si trova lo stemma dell'arme civica delle tre torri. Lo stesso appare all'interno del cortile sopra l'arco tufaceo a sesto ribassato insieme all'epitaffio così generato: URBS CELEBRIS QUONDAM SEDES REGALIS ARINTHA IURE TIBI REGES TRIBUERE DECUS (Arintha celebre citta' antica sede reale giustamente conferiva onore al re)
 
 
Galleria fotografica
Mappa
mappa

Atlante dei Beni Culturali della Calabria 2012 © - Tutti i diritti sono riservati
Questo sito utilizza anche i cookie di terze parti che ci aiutano a fornire i nostri servizi, clicca su +Info per saperne di piu' o negare il consenso
Continuando sul sito o premendo su OK presti il consenso all'uso di tutti i cookie