Castello Svevo
Italia - Calabria - CS - Rocca Imperiale
 
Tipologia
Bene Architettonico
 
Descrizione
Il Castello sorge sulla sommità della collina, tra i torrenti Canna e Salzo, di fronte alla costa del mar Jonio lungo la traiettoria dell'antica strada romana de Apulia. Federico II di Svevia, nel 1225 circa, scelse questo sito per edificare il Castello, non solo per la posizione strategica, ma soprattutto per la vicinanza alla Puglia, utilizzandolo anche come residenza. Il primo impianto (federiciano), è strutturato su pianta quadrangolare, il mastio poligonale a scarpa poggia direttamente sulla roccia della collina sottostante. Sul lato ovest vi è la torre cilindrica senza scarpatura, i cui merli sono chiusi e costituiscono la base del terrazzo del sovrastante palazzo settecentesco, invece sul lato di nord-ovest si colloca la torre frangivento. Il mastio, li dove la morfologia del terreno risulta essere accessibile, è circondato da un primo muro di cinta con fossato, attribuibile al periodo aragonese. La cortina si collega ad un primo ponte levatoio (esterno), che ci introduce su un percorso sopraelevato, posto su una seconda cinta muraria con fossato del XIII secolo. Un secondo ponte levatoio da l'accesso al castello. Una terza cinta muraria correva per tutto il centro abitato. Le case, addossate le une alle altre, poste secondo l'andamento del terreno, con strade strette, sembrano soffocare la prospettiva del castello rendendolo un tutt'uno con l'abitato. Questo ingegnoso ed articolato sistema architettonico rendeva inespugnabile il forte. All'interno della seconda cinta muraria troviamo a nord-est la torre polveriera a base troncoconica con la sezione superiore cilindrica, che presenta rivellini, caditoie e merlature simile a quella di sud-est dove spiccano gli eleganti beccatelli. Su ambedue le torri sono ancora visibili le colate di pece. Esse furono costruite nel 1487 da Alfonso d'Aragona per potenziare ed adeguare le difese alla strategia balistica dovuta all'avvento dei cannoni. Varcando il secondo ponte levatoio, dall'ingresso principale, ci appare un'imponente scalone pavimentato con cotto a spina di pesce con i gradini bassi e larghi tipici dei castelli militari per il passaggio dei cavalli. Avanzando sulla sinistra vi è la garitta con volta a botte e sulla destra la casa matta della torre di sud-est. Risalendo la gradinata un grande arco a tutto sesto ci introduce in un ambiente coperto, dove sulla sinistra si possono ammirare quattro arcate a tutto sesto del XVII secolo e sulla destra un arco sorretto da semicolonne con capitelli finemente scolpiti del periodo svevo. Giunti in cima alle scale troviamo l'ingresso al palazzo settecentesco e le cucine, dove ancora oggi rimangono quasi intatti, il lavatoio, la cisterna dell'acqua, i fornelli ed il forno. Da questi due ambienti si accede alla piazza d'armi che mostra nella parte perimetrale la pavimentazione originale in pietra. Sono di notevole interesse le scuderie con i pavimenti e le mangiatoie di epoca federiciana, esse potevano contenere 70 cavalli. Nel sottosuolo sono visitabili le prigioni, la camera delle torture e gli ambienti della torre polveriera, con le feritoie ed il suo mirabile impianto di areazione. Nel 1717 i duchi Crivelli, entrati in possesso del feudo di Rocca Imperiale, apportarono sostanziali modifiche al Castello, edificandone al suo interno un vero e proprio palazzo gentilizio. Le vaste sale, solo in parte restaurate, conservano tracce dell'antico splendore con gli affreschi presenti su alcune pareti. L'ala di nord-ovest, comprendente anche una chiesetta, è attualmente transennata. Dal 1835 il forte subì un lungo periodo di abbandono e degrado. Agli inizi del 1900 il maniero fu acquistato dalla famiglia Cappa. Gli ultimi proprietari furono i Fiore che nel 1985 cedettero il Castello al comune che avviò i primi lavori di restauro.
 
 
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