Municipio
Italia - Calabria - CS - Rose
 
Tipologia
Bene Architettonico
 
Descrizione
L'edificio castrense, che domina il centro storico di Rose, ridente paese alle porte di Cosenza, si fa risalire, con molta probabilità, intorno al XIII secolo (1199) per volere del primo feudatario del luogo, Riccardo I de Rosa. La costruzione rientrava in un più ampio disegno feudale che prevedeva la realizzazione di luoghi fortificati nei maggiori centri dello Stato di Bisignano. I Castelli di Rose, Luzzi e di Tarsia nel periodo di Ruggero il Normanno costituivano, infatti, un punto strategico per il controllo del territorio tra la valle del Crati e la piana di Sibari. Sotto la dominazione angioina e aragonese mantenne il ruolo di fortificazione, almeno fino alla fine del cinquecento, così come è testimoniato in diversi scritti dell'epoca. Il Castello sorge sulla parte più alta del centro storico, circondato da un fossato che costituiva una protezione naturale alle incursioni nemiche. Edificato su un impianto di forma quadrata, privo di torri e bastioni, la struttura si sviluppa su due piani. Un tempo, il piano terra era adibito a carcere e conteneva gli ingressi per accedere ai passaggi sotterranei da cui, probabilmente, si poteva raggiungere l'orto del Convento dei Padri Riformati o la fucina dell'armiere Francesco De Bonis, nel cuore del paese. Attualmente, invece, al piano terra, si trova un'ampia corte interna che ospita un pozzo, un tempo utilizzato per le provviste d'acqua, e due corpi scala che portano ai piani superiori. Nel corso degli anni, ospitò illustri famiglie trasformandosi, così, in palazzo nobiliare e, diventando la residenza dei Sanseverino, dei Salerno e per ultimo dei Firrao. Durante il terremoto del 1683 subì non pochi danni che furono riparati dal barone Giacomo Salerno che vi risiedeva dal 1610. Nel 1647 fu saccheggiata dai ribelli del cosentino Fabio Alimena e, un secolo dopo acquistato dai principi Firrao di Luzzi. Le scosse telluriche del terremoto del 1783 provocarono non poche lesioni sulle strutture del castello e nel 1804 fu danneggiato da un fulmine che colpì la cantoria posta nell'angolo vicino al carcere. Per ultimo il terremoto del 1854 lo distrusse quasi completamente. I numerosi rimaneggiamenti necessari per ricostruire il castello colpito dalle diverse calamità, o per adeguarlo agli usi delle varie dinastie che si sono succedute, determinarono una profonda trasformazione dell'impianto originario del quale rimane ben poco. In epoca più recente, fu adibito a scuola elementare e successivamente a Municipio e, dopo un lungo restauro, dal 2008 è stato riaperto nuovamente al pubblico come Municipio.
 
 
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