Castello Feudale
Italia - Calabria - CS - San Lorenzo del Vallo
 
Tipologia
Bene Architettonico
 
Descrizione
Nel XVI secolo, con l'annessione di Napoli alla corona Spagnola, si dà inizio al regime dei Vicerè, con il quale si avrà un periodo di stabilità politica e dinastica fino al 1707. Successivamente il regno passò agli Asburgo d'Austria per essere poi conquistato nel 1734 da Carlo di Borbone, che diede vita al periodo borbonico fino al 1860. A seguito di questi eventi si assiste alla numerosa presenza dei governatori spagnoli sul territorio calabrese. Il Castello di San Lorenzo del Vallo rimane un esempio tangibile del governo Spagnolo, infatti esso venne fatto costruire da Francesco Alarcon y Mendozza, quinto marchese di Rende, come propria residenza, nel 1623 circa. "L'aulica dimora" fu abitata per tutto il settecento dai governatori del Marchese di Rende che l'abbandonarono definitivamente all'indomani dell'eversione feudale. La struttura elegante, ma allo stesso tempo imponente, venne concepita come un palazzo fortificato, dal quale il feudatario poteva tener sotto controllo i propri possedimenti, che si estendevano per tutta la vallata dell'Esaro. Il Castello si presenta con una pianta rettangolare, dove agli angoli in posizione più avanzata, si elevano quattro torri romboidali coronate da una merlatura tipicamente ghibellina a coda di rondine. L'edificio a tre livelli, mostra sul prospetto principale, al di sopra del portone d'ingresso, una balconata con stipiti in marmo bianco che sicuramente vennero realizzati successivamente alla data di edificazione. Infatti, tutte le aperture presenti all'esterno ed all'interno sono create in pietra arenaria prive di intarsi ad esclusione del portone d'ingresso che mostra delle sobrie modanature. L'edificio all'esterno non sembra aver subito sostanziali variazioni della struttura. Sui prospetti sono chiaramente visibili le modifiche apportate durante i secoli per quanto riguarda l'apertura e la chiusura di alcune finestre, quindi si possono attribuire all'impianto originario quelle che presentano imbotti in pietra arenaria. All'interno, partendo dal piano terra, troviamo un ampio ingresso sormontato da una volta a padiglione, dal quale si aprono una serie di ambienti con soffitti anch'essi a padiglione ad eccezione di una stanza di notevoli dimensioni che presenta una volta a botte. Quest'ultima, anche se risulta inusuale all'interno di una residenza nobiliare, era adibita a stalla per i cavalli, ne rimangono ancora intatti sei abbeveratoi. Al piano nobile si accede da una scala, che pur mostrando modeste dimensioni risulta essere molto suggestiva, data la presenza, nei ballatoi, di voltine a crociera con nervature a rilievo che poggiano su delle lesene. Il primo piano appare notevolmente stravolto da un eccessivo intervento di consolidamento, interessanti sono le volte a padiglione che sopravvivono in alcuni ambienti, dove caduto l'intonaco mostrano la loro struttura costruttiva. Esse nella parte dell'intradosso presentano degli elementi in terra cotta, vuoti al loro interno, aventi forma cilindrica detti "carusielli". Questa tecnica veniva utilizzata per dare leggerezza alla volta e per ridurre le spinte sui muri portanti. Il terzo piano risulta essere quasi inagibile. Interessante è la descrizione degli ambienti interni del Castello contenuta in un inventario del 1667, redatto dal notaio Giulio Apicella per Diego de Mendozza. Il castello nel 1978 entra a far parte dei "Beni di interesse storico-artistico". Nel 1995, con decreto di esproprio, divenne proprietà del Comune di San Lorenzo del Vallo. Ad oggi non risulta avere una destinazione d'uso, per renderlo fruibile bisognerebbe eseguire ulteriori lavori di restauro al suo interno.
 
 
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