Castello Aragonese
Italia - Calabria - CS - Castrovillari
 
Tipologia
Bene Architettonico
 
Descrizione
Nelle mura più basse e nelle torri più massicce, espressioni queste di una nuova e ricercata architettura militare, si possono leggere l'origine storica e le ragioni della costruzione della fortezza di Castrovillari. La realizzazione ex novo del castello rientra, infatti, nel più ampio progetto di Ferdinando I d'Aragona (1424-94) che, all'indomani della sconfitta ad Otranto (1480) contro i turchi, comprese che per preservare il dominio delle sue terre dagli attacchi esterni dei nemici e dalle ostilità interne dei cittadini, fosse necessario il riammodernamento delle fortezze esistenti e l'edificazione di nuove. Il Castello sorge su una sottile lingua di terra pianeggiante, di fronte alla chiesa dei Minori Conventuali a strapiombo per due lati sulle sottostanti valli del Fiumicello e del Coscile, forse sui ruderi di un fortilizio Normanno del 1090, la cui esistenza è attestata in un documento del 1448. L'inizio dei lavori di costruzione "a fundamentis", si fanno risalire alla seconda metà del XV sec., non molto dopo le gravi sommosse popolari del 1461, che spinsero re Ferrante I d'Aragona a dichiarare Castrovillari città ribelle. L'unica data certa legata ai lavori di edificazione della fortezza è il 17 febbraio del 1487, anno in cui il principe d'Aragona ordina a Luisetto De Summa, nuovo governatore di Castrovillari, di riprendere i lavori di costruzione del Castello, utilizzando i soldi ricavati dalla vendita dei beni confiscati e la manodopera degli stessi cittadini. Il Castello fu edificato in due fasi, una precedente al 1487 ed una successiva. Quest'ultima fase costruttiva fu realizzata quasi sicuramente seguendo il progetto dell'architetto senese Francesco Giorgio Martini. Lo si può evincere dall'osservazione dei volumi, delle linee e dall'adattamento perfetto alla natura del luogo di quella porzione della fortezza orientata a nord-est; ritenendosi invece, quella orientata a sud-ovest, risalente alla prima fase costruttiva. Nel suo complesso il Castello ci appare come un "Solido blocco monolitico" (Cappelli), al suo interno la forma è un rettangolo con doppio ordine di casematte, ai cui angoli vi sono quattro torri; al suo esterno la forma è un trapezio. Le torri, orientate verso i punti cardinali, sono diverse tra di loro per proporzioni ed aspetto. Tutto l'edificio è decorato da una lunga cinta di pietre, sotto la quale le torri sono inclinate a scarpa. La maggiore si distingue dalle altre, non solo per le sue dimensioni, ma per la perfetta forma cilindrica e per la leggerezza architettonica data dalla corona di beccatelli su cui è impiantato un tratto di muro pieno, li dove originariamente vi era una merlatura. Al lato opposto ad essa vi è la più piccola delle torri (ovest), coperta da un tetto conico provvista di feritoie. La torre meridionale (sud-ovest), terza in ordine di grandezza, come la torre di ovest, è coperta da un tetto conico ed è la più massiccia di tutte. Infine, a nord-est vi è la seconda torre più grande, attualmente coperta a terrazza con parapetto invasata su un rivellino concentrico che poggia la sua struttura sulla scarpata a ridosso della valle del Fiumicello. Le quattro torri sono unite da un muro di cortina che ci appare uniforme con piccole aperture; sul lato nord-est vi sono vani di luce più ampi risalenti al XX sec. per rispondere alle esigenze della rinnovata destinazione del Castello a istituto di pena. Si accede all'interno della Fortezza attraverso un portale, unico ingresso, un tempo munito di ponte levatoio, sul quale fa bella vista l'originale gioiello di scultura fiorentina di fine '400, raffigurante lo stemma aragonese con le armi reali sostenute da due putti sotto i quali è incisa un'iscrizione. L'insegna, riprodotta in serie, è collocata sui portali dei castelli di Belvedere Marittimo, Corigliano Calabro e di Pizzo, ha un chiaro significato celebrativo: la data 1490, apposta sulle quattro lapidi, ha l'intento di glorificare la massima grandezza della potenza Aragonese raggiunta sotto il regno di Ferrante I. Varcato il portale si accede in un ampio cortile, qui vi sono gli ingressi alle varie stanze delle torri. Oggi si può visitare solo il mastio. Nel 1519 Castrovillari venne venduta dall'imperatore Carlo V a Giovanni Batista Spinelli conte di Cariati. Nel 1579 il dominio di Castrovillari passa ai Sanseverino fino al 1620, anno in cui ritornano gli Spinelli di Cariati ed il Castello "continuò ad essere un luogo di martirio e di dolore". Ma è soprattutto durante la famosa lotta contro il brigantaggio, capitanata dal Generale Manhes, che la fortezza sarà teatro di orrendi misfatti. Da fortezza Aragonese a "cimitero dei vivi" (Cesare Malpica), a carcere civile fino al 1995, la costruzione è sempre stata destinata a luogo di reclusione, ragione per cui il Castello si è preservato nei secoli.
 
 
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