castello
Italia - Calabria - RC - Placanica
 
Tipologia
Bene Architettonico
 
Descrizione
Il castello sorge in posizione dominante in cima al crinale posto tra la vallata della fiumara Precariti e quella del torrente Fiorello. La preesistenza sulla quale si sviluppa il castello come oggi appare è quella di monastero basiliano ascrivibile al IX secolo, infatti la tradizione narra che il castello sorge sui resti dell'antico cenobio posto sul lato nord e ciò è testimoniato dalle strutture più antiche del complesso venute alla luce con gli scavi archeologici. Nei secoli il castello è stato oggetto di numerosi restauri e rimaneggiamenti che hanno portato all'aggiunta di nuovi corpi di fabbrica. La trasformazione in castello viene documentata a partire dal XVI secolo, quando era feudatario Diomede Carafa. La fortezza fu allestita sul lato settentrionale con bocche da fuoco e con la scarpata tuttora visibili. Con la trasformazione in palazzo gentilizio, nella metà del XVII secolo, ad opera del marchese Clemente, signore di Placanica, le facciate del castello vennero arricchite con lesene, timpani e cornici marcapiani; l'aspetto è infatti quello di palazzo baronale, privo di merlature o feritoie. In questo stesso periodo venne dotato di un'imponente e scenografica scala interna in granito che conduceva ai piani superiori, dei locali che si affacciano sul giardino annesso al castello e della torretta quadrata posta sul lato sinistro dell'ingresso. La divisioni in più appartamenti avvenne invece successivamente, nel XVIII secolo. Al portone principale (posto ad ovest), con arcata in pietra granitica, si accede attraverso una scala cordonata di sviluppo parallelo alla facciata principale antistante la piazza Cinque Martiri. In origine la scala di accesso era invece posizionata di fronte e presentava alla fine una passerella che immetteva nel palazzo e che la sera, per motivi di sicurezza, veniva ritirata. Il palazzo, fornito di camere, magazzini per le riserve alimentari, scuderie, carceri, una cappella ed un belvedere, era munito di un ingegnoso sistema per la raccolta delle acque piovane che, riempiendo una cisterna munita di rubinetto, forniva l'acqua a tutto il palazzo per i bisogni domestici.L'ingresso principale conduce all'atrio sul quale si affacciano le porte della guarnigione. Da qui, attraverso un'imponente scala in granito, si raggiungono i piani superiori dei quali il secondo ed il terzo destinati ad abitazione. Le scuderie invece erano raggiungibili attraverso un lungo corridoio dopo il secondo ingresso del palazzo. Alla fine della grande scala si raggiunge lo spazio aperto di distribuzione alle camere, qui in cima si trovano due sedili in pietra granitica che venivano probabilmente utilizzati per ricevere i cenzi feudali in natura, al momento del raccolto estivo. Una leggenda narra invece che i due sedili fossero quelli degli innamorarti ai quali era concesso giurarsi amore eterno nonostante lo "ius primae noctis" esercitato dal signore del palazzo. Gli spazi esterni annotano un giardino curatissimo, ora di proprietà privata, sul quale si affacciano quattro balconi posti sul lato sud del palazzo e un belvedere ad ovest che domina l'ampia vallata del Precariti. Il castello, di cui una parte recentemente restaurata, subì un'alluvione nel 1951 che lo rese inutilizzabile, oggi, benché sia previsto a breve un altro restauro, si presenta in discrete condizioni. A livello tecnico, si rileva una struttura realizzata in muratura portante costituita da pietrame misto con forte presenza di scaglie in cotto. Orizzontalmente si possono leggere i letti di posa e si rileva la realizzazione delle cornici dei vani di porte e finestre con pietra da taglio e i mattoni con sono state listate alcune parti della struttura. Oggi il castello è sede di mostre ed eventi culturali.
 
 
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