Castello Carafa di Santa Severina
Italia - Calabria - KR - Santa Severina
 
Tipologia
Bene Architettonico
 
Descrizione
Sulla parte più alta della rupe, li dove l'andamento del terreno risulta essere poco accessibile, si colloca un'imponente struttura fortificata con una superficie di 10.000 mq circa. Per la sua posizione panoramica e per le mirabili linee architettoniche, il castello di Santa Severina risulta essere una delle fortezze più belle e meglio conservate della Calabria. Dopo una campagna di scavi archeologici, seguiti da un'accurata opera di restauro, avvenuta tra il 1991 ed il 1998, gli studiosi non hanno ancora una visione ben chiara di come fosse l'impianto originario e delle modifiche apportate nei secoli dalle varie dominazioni. Dell'esistenza del borgo di Santa Severina si ha notizia solo nel IX sec (885-886), quando Nicefaro Foca, generale bizantino, sconfisse gli arabi che nell'anno 840 avevano occupato quel territorio insieme alle città di Amantea e Tropea. Con il dominio bizantino, tra la fine del IX e gli inizi del X sec., Santa Severina acquista poteri politico-religiosi divenendo sede Vescovile. Tale dominazione si protrasse per quasi due secoli fino a quando nel 1077 circa i Normanni conquistarono la città ed il castello. Ad oggi non si ha una visione chiara di cosa vi trovarono e quali modifiche apportarono i normanni alla preesistente fortezza bizantina. Gli storici ipotizzano che sull'area dell'attuale castello vi fosse un luogo fortificato avente una struttura in muratura atta a ospitare la popolazione civile, detta "arce bizantina", che probabilmente fu edificata su preesistenti strutture arabe delle quali, però, non si ha alcune fonte certa dato che erano fatte di elementi essenziali come terra compatta e legno. Un documento del 1240 attesta opere di restauro riguardanti il castello, ma da un'attenta osservazione dei paramenti murari non si riscontra nessun elemento costruttivo che ci riporti al periodo svevo. Per come ci appare oggi, gli studiosi attribuiscono con molta probabilità la costruzione del castello agli angoini. Con essi vennero edificate le strutture di perimetro del castello, che rappresenta la parte più appariscente dell'antico maniero, le difese merlate aggettanti dei torrioni circolari posti agli angoli e le difese merlate delle cortine, dotate di arcaici punti di sparo, che evidenziano l'età di costruzione del maniero. Sotto il dominio degli Aragonesi il castello non subì sostanziali modifiche, anche se furono introdotti alcuni significativi punti di sparo nei torrioni circolari posti agli angoli del mastio. Notizie certe si hanno solo dal XVI secolo in poi, quando Andrea Carafa, nel 1506, conquistò la fortezza dopo un'ostile resistenza da parte dei cittadini che rivendicavano la loro indipendenza. A questo periodo risalgono importanti lavori di ammodernamento della fortezza, furono infatti apportate sostanziali modifiche agli spazi interni, rendendoli più confortevoli. All'esterno si costruirono le porte della Città, le mura di difesa, i rivellini meridionali, tre baluardi e due fronti difensivi. I Ruffo, che subentrarono ai Carafa, apportarono alla fortezza qualche piccolo aggiustamento dal punto di vista militare, senza però produrre opere meritevoli. Agli Sculco prima e ai Greuther poi, va il merito di avere ammodernato, nel corso dei secoli XVII e XVIII, la residenza feudale, ingentilendola attraverso la costruzione di volte a padiglione, dipinte e decorate. In particolare nel 1700, sotto i Greuther, il maniero fu abbellito con gli affreschi e le decorazioni del pittore Francesco Giordano. Ad oggi il complesso fortificato presenta uno sviluppo planimetrico a base quadrata con quattro torri cilindriche poste agli angoli, una possente cinta muraria, con quattro bastioni romboidali in corrispondenza delle torri, che corre su tutto il perimetro del Castello. "La storia del periodo normanno, poi svevo, poi angioino non è stata ricostruita con sufficiente attendibilità, anche per le scarne notizie disponibili: e il castello è muto testimone di questa muta storia" (2006, Principe I., guida al Castello di Santa Severina, "Quattro passi sopra le nuvole").
 
 
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