Castello Normanno
Italia - Calabria - KR - Strongoli
 
Tipologia
Bene Architettonico
 
Descrizione
Nel centro storico sono ancora visibili reperti archeologici della città romana: colonne e are in marmo. Il tessuto si caratterizza dalla presenza di tipici edifici spagnoli, da resti di mura a scarpa, e da numerosi conventi con chiese annesse. All'esterno dell'abitato troviamo le località di Murgie, dove si trovano cospicui avanzi dell'antica Macalla, e il piano della battaglia in cui nell'anno 208 a.C., si combatté un sanguinoso scontro fra Romani e Cartaginesi, con la completa sconfitta dei primi. Petelia si arrese alle truppe puniche dopo 11 mesi di assedio e di eroica resistenza. Annibale la diede in custodia ai Bruzi. Intorno alla seconda metà del sec. XI, periodo in cui inizia la dominazione Normanna, compare sul punto più alto del paese Strongylon/Strombulo/Strongulo, toponimo che si riferisce alla forma circolare del nuovo abitato murato (il castrum). Luogo, questo, in cui, sorgeva, probabilmente l'acropoli dell'antica Petelia, una delle più interessanti ed evolute città della Magna Grecia in Calabria. Il castello era dotato di quattro porte, ed era organizzato a presidio di un importante snodo viario che dalla costa, consentiva di giungere verso l'interno. Sono ancora evidenti i caratteristici elementi della difesa piombante, tipica delle costruzioni fortificate medievali. Esso, infatti presenta un impianto quadrilatero con torri cilindriche poste agli angoli. Durante il periodo angioino, sec. XV, furono avviate alcune trasformazioni, la più importante può essere riferita alla costruzione della torre"maestra" attorno cui, in seguito, sarà edificata la residenza che ospiterà i feudatari della città. Fra il 1568 ed il 1571 il vescovo Timoteo Giustiniani ordina la rifortificazione della città, attraverso l'elevazione di "quattro robustissime torri" atte a respingere gli attacchi dei turchi. Seguono poi, una serie di adeguamenti, indotti dai nuovi feudatari, per esigenze difensive. Fra questi la realizzazione di una nuova porta che diverrà l'ingresso principale della città (la "porta maggiore" o "della Terra"), protetta da una struttura difensiva detta il "Bastione". La costruzione di questo accesso determinerà, l'abbandono di una delle porte medievali ("la portella") a cui verrà successivamente attribuita una funzione secondaria. Successivamente il castello si trasformò in residenza nobiliare, ospitando diverse famiglie che, operarono non poche modifiche. La magione, infatti, fu più volte rifatta e rimaneggiata dai Principi Sanseverino (sec. XV-XVI), dai Conti Campitelli di Melfi e dai Principi Pignatelli di Strongoli (sec. XVII-XVIII). Negli Anni Cinquanta dopo aver ospitato una scuola, la struttura fu abbandonata per lungo tempo. Oggi è nuovamente oggetto di lavori di restauro che la stanno riportando agli antichi fasti.
 
 
Galleria fotografica
Mappa
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