Beni Architettonici segnalati >> Castello Ruffo di Scilla
Italia - Calabria - RC - Scilla

Tipologia
Bene Architettonico

Descrizione
Il Castello Ruffo si trova a Scilla su di un promontorio a picco sul mare in posizione dominante sullo di Messina. 
Le sue origini sono molto antiche, infatti si ritiene fosse stato costruito in epoca magnogreca da Anassilao, tiranno di Reggio, per contrastare le incursioni piratesche provenienti dal Tirreno. Il castello, qunque, assunse il ruolo di avanposto difensivo della città di Reggio.
La sovranità reggina sulla fortificazione fu interrotta solamente da Dionisio, tiranno di Siracusa, che per cinquant'anni riuscì ad espugnare il castello alla città di Reggio, che lo riconquistò grazie a Timoleonte di Corinto.
Anche in epoca romana la fortezza fu protagonista della difesa della città di Reggio. Nel III sec. a.c. infatti la fortificazione ostacolò la rappresaglia Bruzia, difendendo la città di Reggio ed i suoi abitanti.
Nel medioevo il castello divenne prima roccaforte bizantina per poi divenire presidio militare di Roberto il Guiscardo. Successive modifiche avvennerò sia in epoca normanna che angioina.
Nel 1533 il castello venne acquistato dai Ruffo che ne fecero una dimora nobiliare.
L’insediamento più consistente, e certamente oggi riconoscibile, è quello basiliano che il Minasi riferisce localizzato nel lato del castello che guarda a sud-est.
Il complesso è a pianta irregolare con corpi di fabbrica di varie epoche. Da un portale di pietra con arco a sesto acuto sormontato dallo stemma nobiliare si accede, attraverso un androne con volta ribassata, ad un cortile con scalone esterno che porta all’ingresso della residenza baronale. Nella zona sud un corpo di fabbrica con sei vani coperti con volta a botte oggi rappresenta il piano terra dell’antico castello. L’edificio ha la configurazione del forte e poggia sulla roccia. Nella zona centrale si articolano due edifici di recente costruzione adibiti a residenza dei guardiani del faro. La gradinata esterna poggia su volte a botte e su due vani coperti da volte a crociera. Nella zona nord-est dopo degli interventi della Soprintendenza per i Beni Architettonici Paesaggistici e Ambientali della Calabria sono stati ritrovati una galleria di difesa, le cisterne, le fondazioni dell’antica residenza baronale e della cappella. Dal punto di vista costruttivo il manufatto subì numerose trasformazioni per cui sono riscontrabili murature in pietrame sbozzato e mattoni, murature di mattoni, pietre squadrate per archi ed elementi decorativi, volte in pietrame all’interno.
Purtroppo il castello non passò incolume gli avvenimenti calamitosi che colpirono la città di Scilla prima nel 1783, poi nel 1908.
Dopo essere stato adibito ad ostello della gioventù oggi il castello è un centro culturale.

Fonti bibliografiche:
Cogliandro A. - Cogliandro D. - Genovese G. - Marino R. (a cura di), Castelli nella Provincia di Reggio Calabria, 2002
Calderazzi A. - Carafa R. (a cura di), La Calabria fortificata. Ricognizione e schedatura del territorio, Vibo Valentia, 1999



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